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Opera San Francesco per i Poveri
Opera San Francesco per i Poveri
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Giugno 2009

LETTERA DI PADRE MAURIZIO

Caro Amico, cara Amica,
sfoglio l'album delle fotografie e ritrovo piccole foto ancora in buono stato che ricordano la posa della prima pietra di Opera San Francesco. E poi Fra Cecilio intento a servire i poveri, vicino ai suoi pentoloni con i bravi terziari francescani che lo aiutano. Poi le foto delle prime trasformazioni perché OSF diventava sempre più grande. La cucina si affianca alla linea di self service, le docce aumentano di numero& gli scatti raccontano poi l'inaugurazione dell'ambulatorio in Via Bixio e ci fanno rivivere le varie fasi dell'ultimo importante intervento di ristrutturazione che ha segnato una svolta importante nell'organizzazione di Opera.

Foto che narrano, che aiutano a ricordare. Immagini che ripercorrono le attività di OSF e nel contempo parlano di una città, della sua storia, dei cambiamenti sociali, della ricchezza e dell'emarginazione che insieme convivono, della solidarietà e del volontariato.

Le foto mi fanno ricordare e dentro di me penso all'evoluzione di Opera: non ha vissuto in modo statico ma ha costantemente maturato la qualità del suo servizio perché "il povero deve essere onorato nella sua dignità". Sono le parole che usò il Card. Montini all'inaugurazione di Opera San Francesco.

Opera San Francesco compie cinquant'anni e nella comunicazione che abbiamo voluto per celebrare l'evento abbiamo dato un titolo che è significativo delle attività di Opera: "C'è un luogo dove l'uomo rinasce ogni giorno. Dal 1959." E domina anche una fotografia dove sono presenti una benefattrice di OSF, un ospite e un medico volontario.

La bella foto è poi spiegata da alcune parole che riscrivo testualmente e cerco di commentare: "Vogliamo celebrare questa ricorrenza comunicando i nostri valori e il valore di una rinascita concreta e spirituale che ogni giorno scaturisce dall'incontro fra i volontari, i benefattori e i nostri ospiti. Così come all'Opera San Francesco ogni giorno rinasciamo insieme, allo stesso modo vogliamo celebrare i nostri 50 anni, insieme alla gente e ai cittadini nelle vie e nelle piazze, superando ogni differenza per ritrovare ciò che abbiamo in comune: la solidarietà e l'amore verso l'altro".

Tutti rinasciamo. Rinascere vuol dire riprendere vigore, forza. Significa ancora tornare a godere di qualcosa che avevi perso o dimenticato.

Per i nostri ospiti ogni gesto di accoglienza e di aiuto che ricevono genera rinascita. Per chi non ha nulla e non può disporre di cibo, vestiti, visite mediche, ciò rappresenta un forte segno di speranza e di incoraggiamento. Rinasci perché sai che ci sono persone che hanno cura di te e i cui nomi sono i volontari e i benefattori. Anzi anche loro rinascono, insieme ai poveri che servono, perché la carità genera nel cuore la gioia del dono di sé. Chi dona gratuitamente, rinasce nella gioia.

Ogni giorno l'incontro tra volontari, ospiti e benefattori rappresenta il segno di un'appartenenza dove l'altro non è più un estraneo e dove ognuno sa di poter contare sul senso di responsabilità di ciascuno. Ci si appartiene vicendevolmente nella misura in cui viviamo nella concretezza il comandamento del Signore "Amatevi gli uni gli altri, come io ho amato voi". OSF ha deciso di scendere in piazza, nelle strade e nelle vie di Milano e Como, e di farsi incontrare dalla gente per raccontare la bellezza di una storia di accoglienza, per dire a tutti che una cosa abbiamo in comune e nessuno potrà soffocarla: la solidarietà e l'amore verso l'altro. E lo farà consegnando ai passanti una pagnottella che abbiamo voluto chiamare "il pane di Fra Cecilio", simbolo di condivisione e di comunione con coloro che sono nella povertà.

Una storia di accoglienza che il passato ci consegna, una storia che impegna il nostro futuro nel servizio ai poveri.

 

      padre Maurizio Annoni

 

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Giugno 2009