menu
Opera San Francesco per i Poveri
Opera San Francesco per i Poveri
Home / Comunicazione / News / Lettera di padre Maurizio

Gennaio 2010

LETTERA DI PADRE MAURIZIO

Caro Amico, cara Amica,
l'inizio di un nuovo anno è sempre un'occasione per guardare a quello trascorso con un profondo senso di gratitudine al Signore per quanto ci ha donato e per augurare che ogni giorno del nuovo sia vissuto nella fedeltà al comandamento del Signore "amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi".

Il 2009 è stato caratterizzato dalle celebrazioni del 50° di fondazione di Opera San Francesco. Gli eventi sono stati tanti e significativi, le iniziative hanno coinvolto volontari e benefattori, le visite del Sindaco di Milano, Letizia Moratti e dell'Arcivescovo Card. Dionigi Tettamanzi ci hanno lusingato: ogni momento è stata un'occasione per rendere più visibile l'impegno di Opera San Francesco e per far comprendere la passione di una grande famiglia, quella di OSF, nei confronti dei poveri.

Perché ogni evento promosso da OSF non ha voluto essere autocelebrativo, ma ha messo al centro i poveri che ogni giorno, da 50 anni, bussano alle porte di Opera. Da una parte OSF si è prodigata nel servizio ai poveri crescendo e implementando la sua azione nel rispetto di una richiesta sempre più grande da parte dei poveri, dall'altra ha cercato sempre di rendere edotti e di sensibilizzare chi ci legge o ci incontra circa i problemi e le urgenze che la grave emarginazione presentano.

Nel 2009 accanto alla straordinarietà degli eventi, ci sono stati i gesti di servizio e di carità di ogni giorno, quotidiani, ripetitivi, ma unici per chi li ha ricevuti.

Il numero dei pasti distribuiti, l'attenzione all'igiene personale degli utenti e alla loro dignità, le 33.000 visite mediche e odontoiatriche effettuate, i colloqui svolti e le tessere erogate e rinnovate parlano ancora una volta di una "carità organizzata" che ha risposto qualitativamente e quantitativamente alle necessità dei poveri, alle domande poste da coloro che vivono per strada o in modo precario.

Ma c'è qualcosa di più profondo che ci interpella e chiede ancora una risposta! Faccio mio e cerco di interpretare un'affermazione di Benedetto XVI presente nella Lettera enciclica Caritas in veritate:

"Una delle più profonde povertà che l'uomo può sperimentare è la solitudine. A ben vedere anche le altre povertà, comprese quelle materiali, nascono dall'isolamento, dal non essere amati o dalla difficoltà di amare... Oggi l'umanità appare molto più interattiva di ieri: questa maggiore vicinanza si deve trasformare in vera comunione. Lo sviluppo dei popoli dipende soprattutto dal riconoscimento di essere una sola famiglia, che collabora in vera comunione ed è costituita da soggetti che non vivono semplicemente l'uno accanto all'altro".

La povertà che incontriamo in Opera parla quasi sempre di persone che accanto a una povertà materiale soffrono per la solitudine e l'isolamento: la povertà di relazioni, di affetti, di risorse, di punti di riferimento scavano nella vita della persona già provata da un vissuto complesso e drammatico. È necessario costruire un rapporto di fiducia che consenta all'altro di sentirsi accolto, ascoltato, di riconoscersi nella sua situazione di debolezza, condividendo un percorso nel quale il povero sente che c'è qualcuno che si interessa di lui e spezza il giogo della solitudine e della paura.

OSF cerca di essere una sola famiglia dove tutti - poveri, volontari, operatori, benefattori - collaborano in vera comunione dove ogni soggetto è un nome, una persona amata da Dio e dai fratelli.

 

      padre Maurizio Annoni

 

Notizia presente
nella newsletter
Gennaio 2010