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Opera San Francesco per i Poveri
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Ottobre 2010

LETTERA DI PADRE MAURIZIO

Caro Amico, cara Amica,
i primi giorni del mese di novembre sono nella nostra memoria legati al ricordo dei nostri defunti e alla visita ai cimiteri. Ma facilmente dimentichiamo che la commemorazione dei defunti è preceduta dalla festa di Tutti i Santi.

Siamo per una strana coincidenza invitati prima a pensare alla santità e poi alla morte dei nostri cari. Certo quando parliamo di santità pensiamo subito ai santi che sono venerati sugli altari, per cui spesso la santità ci appare come un ideale difficile da raggiungere e quindi destinato a pochi campioni di vita cristiana. Spesso vediamo i santi come super eroi, dediti nella loro vita a digiuni, penitenze e macerazioni.

Non possiamo invece dimenticare che la festa di Tutti i Santi è in realtà la festa di una grande famiglia, che coinvolge e unisce il cielo e la terra in una grande gioia.

Infatti la festa dei santi è la festa di tutti gli uomini "buoni": quelli che sono stati buoni nella loro vita e oggi non sono più tra noi, ma anche quelli che vivono oggi, tra noi e con noi, da uomini buoni. I santi sono gli uomini buoni, sono gli uomini che vivono dell'unica bontà di Dio. Sono coloro che regolano la loro vita in base alle beatitudine evangeliche, così come ci ricorda il Vangelo: i poveri in spirito, coloro che si comportano e che parlano con amore, coloro che agiscono con misericordia e pietà, coloro che promuovono la pace e non la discordia, la comunione e non la divisione, coloro che sono affamati e assetati di giustizia, coloro che combattono la povertà. Sono gli uomini che per questo loro modo di agire, di pensare e di vivere sono disposti a patire oltraggi, sofferenze e persecuzioni. Questi uomini buoni sono una schiera. Magari sono poco conosciuti, non fanno notizia sui giornali, ma sono tanti. La festa di Tutti i Santi è anche la loro festa, la festa dei santi in cammino verso il cielo.

E questi uomini buoni sono quelli che nel loro modo di vivere mettono in evidenza una delle qualità che oggi gli uomini sembrano trascurare di più: la bontà, quella bontà che è sale della terra e luce del mondo. Quella bontà che lo stesso Spirito del Signore mette nei nostri cuori perché Lui solo è infinitamente e totalmente buono.

Non dobbiamo ammirare chi ha potere o successo nella vita, dobbiamo piuttosto ringraziare il Signore che ci dona uomini e donne buoni perché in fondo è la bontà che ammiriamo e cerchiamo.

Quante figure di santi del nostro tempo che abbiamo conosciuto parlano costantemente di bontà. Uomini e donne che hanno vissuto tra noi e come noi, che hanno saputo vivere in modo straordinario il quotidiano riferendo le loro preghiere, parole, gesti, pensieri, opere al Signore fonte di ogni santità.

La bontà rimane nel tempo. Ricordando i nostri defunti non pensiamo ai loro difetti o limiti - per questi invochiamo perdono e misericordia - bensì la loro bontà: le cose buone che hanno fatto, le parole buone che hanno detto o gli insegnamenti buoni che ci hanno lasciato. Ciò che non si dimentica e che non può essere cancellato è proprio la bontà.

E Opera San Francesco in questi giorni vuole ricordare tutti gli uomini e le donne buoni che, nel passato e nel presente, con i loro gesti di accoglienza e di amore per i poveri hanno saputo donare speranza. E vuole ricordare anche i poveri che sono morti nella solitudine, nei drammatici viaggi della speranza o della disperazione, nella povertà più assoluta, per il freddo nelle grandi città. Li ricorderemo tutti perché la nostra bontà/santità cresca.

 

      padre Maurizio Annoni

 

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Ottobre 2010