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Opera San Francesco per i Poveri
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Settembre 2011

LETTERA DI PADRE MAURIZIO

Caro Amico, cara Amica,
ci lasciamo alle spalle anche il mese di agosto, certamente ricco di fatti e avvenimenti, per riprendere in pienezza il cammino di solidarietà e di condivisione con i poveri.

Desidero innanzitutto ringraziare gli operatori e i volontari che nel mese di agosto si sono prodigati affinché i servizi di mensa e docce fossero funzionanti. Grazie anche a coloro che hanno aderito al "Pony della solidarietà" rendendosi disponibili a portare un pasto caldo alle persone anziane e sole.

Molti sono stati i volontari che si sono avvicendati, chi per un solo giorno, chi per un'intera settimana, chi secondo il proprio turno di servizio. Osservandoli nel loro quotidiano impegno o parlando con loro, notavo con gioia il loro senso di responsabilità ad accogliere e servire i poveri.

L'accoglienza non è un gesto puramente esteriore, ma è innanzitutto accoglienza del cuore che si estende alla totalità della persona con la sua originalità e i suoi limiti; è accoglienza universale aperta a tutti, intrisa di condivisione, di generosità e gratuità; è accoglienza gioiosa e fiduciosa rivolta a coloro che maggiormente hanno bisogno di essere accolti, i più poveri, soli e emarginati.

Il Signore Gesù è modello di ogni forma di accoglienza. I Vangeli sono un continuo richiamo al modo con cui Gesù vive e testimonia l'accoglienza. Nessuno è respinto, tutti accoglie, a tutti spalanca il cuore, a tutti offre senza condizioni il suo Amore. E l'accoglienza si fa più intensa per quelli che sono piccoli, sofferenti, disprezzati, peccatori. Sempre accolti, sempre difesi, sempre risanati: per ognuno ha una parola di consolazione e di speranza.

Accoglienza universale rivolta a tutti. L'esperienza di Opera San Francesco ci insegna che l'accoglienza è all'insegna della fraternità. Accolgo un fratello, una sorella. L'essere fratelli non è l'esito di una scelta, non è un'elezione, ma un'accoglienza: richiede il riconoscimento dell'altro come fratello. Ciò significa che l'esperienza della fraternità non rientra nell'ambito di ciò che posso produrre con la mia volontà, con lo sforzo delle mie mani o con la fantasia della mia intelligenza; ha sempre la dimensione di un dono che mi precede e che mi interpella personalmente. Francesco afferma: "Il Signore mi donò dei frati". La fraternità è dono, il fratello è dono dove l'altro è riscoperto come tale nella sua unicità e irripetibilità.

Non è il bisogno dell'altro a determinare i gesti gratuiti di accoglienza, ma è il desiderio di incontrare l'altro, di essere con lui e per lui, responsabile attraverso la solidarietà della sua condizione e della sua speranza, rispettoso del suo passato e della sua libertà.

Nella quotidianità di vita, lasciamo che il cuore e la mente, la fede e la ragione indichino un percorso di accoglienza dove i poveri sanno di poter contare su gesti concreti di accoglienza.
Pace e bene a tutti!

 

      padre Maurizio Annoni

 

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Settembre 2011