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Opera San Francesco per i Poveri
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Febbraio 2012

LETTERA DI PADRE MAURIZIO

Caro Amico, cara Amica,
il grande freddo dei giorni scorsi ha visto una grande mobilitazione da parte di enti pubblici e associazioni per ridurre il rischio di assideramento dei senza tetto, soprattutto di quegli "irriducibili" che non vogliono sentir parlare di ricoveri notturni anche se temporanei.

Purtroppo qualche decesso c'è stato, sedici morti sono sempre troppi anche se la cifra rispetto al 2010 e al 2011 si è quasi dimezzata.

L'emergenza gelo ha ricordato all'Italia l'esistenza degli "invisibili" e la necessità di costruire attraverso il volontariato, non solo strutture di emergenza, ma relazioni di fiducia con chi vive in strada e spesso rifiuta ogni rapporto. Occorre certamente uno sforzo per formare volontari e operatori che si dedichino tutto l'anno alle persone che spontaneamente non andranno mai nei dormitori.

In altre parole è necessario un "lavoro di prevenzione" attraverso il quale i senza dimora sono aiutati e incoraggiati a relazionarsi con coloro che maggiormente li conoscono e che sono anche gli unici di cui si fidano.

Certamente non è un servizio facile perché chi incontri, per i più svariati motivi, ha fatto una scelta di vita da "irriducibile". Ma con pazienza, con discrezione, nel rispetto dell'altro verifichi tutte le ipotesi per evitare che la lista dei decessi per assideramento si allunghi. Persuaderli non è immediato. Non vanno volentieri nei dormitori, anche perché questi sono pochi e i posti letto sottodimensionati rispetto alle richieste.

Certi italiani rifiutano il ricovero notturno per non litigare o per non essere derubati. Gli stranieri li evitano per la paura di essere schedati e fermati anche se nell'emergenza gelo la distinzione regolari e non, non c'è stata.

Fra qualche mese, probabilmente entro giugno, sapremo esattamente quante sono le persone senza fissa dimora grazie a un censimento specifico dell'Istat. Anche OSF ha accolto per circa un mese (dal 23 novembre al 17 dicembre) i rilevatori che negli orari di pranzo e cena della mensa hanno avvicinato e interpellato oltre 300 persone.

Le schede censuarie, ricche di domande, permetteranno di conoscere meglio la popolazione dei senza dimora per programmare – almeno si spera! – interventi adeguati occupandosi seriamente di loro al di là di ogni inevitabile struttura di emergenza.

È sempre importante conoscere, approfondire per migliorare l'aiuto e per promuovere iniziative che hanno soprattutto lo scopo di ridare dignità a tanti, troppi che affidano alla strada il loro tempo e le loro giornate.

La schiera dei nuovi poveri continua a crescere e la situazione economica e sociale che stiamo vivendo rischia di aumentare il popolo della strada soprattutto nelle metropoli dove maggiore è la centralizzazione dei servizi per gli homeless.

L'esperienza che OSF ha maturato in decenni di impegno nella solidarietà mostra che vecchie e nuove povertà richiedono sempre un intervento che parla di attenzione alla persona. Anzi si tratta di interventi che si costruiscono sulla conoscenza, sull'incontro, sulla relazione, sull'ascolto della persona, nello sforzo di riportarla all'interno del tessuto sociale, sottraendola ad un processo di emarginazione e di esclusione.

 

      padre Maurizio Annoni

 

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