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Opera San Francesco per i Poveri
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Marzo 2012

LE GRANDI AZIENDE SERVONO ALLA MENSA DEI POVERI

Su Corriere Milano è stato pubblicato un articolo sulle aziende che sostengono Opera San Francesco.

"Le grandi aziende servono alla mensa dei poveri"

Opera San Francesco offre pranzo e cena a chi ha bisogno, per un totale di 750.000 pasti all'anno.
 

MILANO - Facce di gente che non ce la fa. Di pensionati, badanti che hanno perso il lavoro, senza tetto, immigrati magari senza permesso di soggiorno. Facce invecchiate dalla vita, dalla solitudine, dai problemi. In primis, quello di mangiare. A Milano l'Opera San Francesco offre pranzo e cena a queste persone, per un totale di 750.000 pasti l'anno. Come ci riesce? "Ci sono le donazioni dei privati cittadini. Ma anche quelle delle aziende", spiegano i frati. Ad esempio Kraft l'anno scorso ha donato più di 25.000 kg di prodotti e più di 8.500 pasti completi alla mensa dei francescani. Ma la più generosa è Servair Air Chef, colosso milanese del catering aereo guidato dalla generosità dell'AD Michele Mezzatesta.

Lui, il manager di lungo corso e dal cuore tenero, è un tipo schivo, impegnatissimo. Ma se riesci a stanarlo, e parli dell'Opera, di buon grado racconta. "Da dieci anni, con continuità, regaliamo coperte, derrate alimentari, asciugamani, pantofole di carta all'Opera San Francesco: quello che le compagnie aeree butterebbero via, noi ce lo facciamo dare. Lo prendiamo per offrirlo a loro", dice. Non solo: "Tutti i giorni compriamo prodotti a prezzi buoni, grazie al nostro nome. E li doniamo a loro, per i pasti". Siccome la carità è una "malattia contagiosa", poi, lui è riuscito a convincere, in un circolo virtuoso, Casati, storico fornitore di frutta della Servair, ad offrire gratis materie prime alla mensa. E così anche altri. Infine, si sono messi in moto anche i dipendenti stessi. "Ora in azienda tutti fanno del bene, concretamente. Due volte l'anno, sotto Natale, dall'impiegato del piano più basso al capo-area, dal cuoco in pensione al responsabile acquisti, tutti vengono con me dai poveri, in Corso Concordia".

Mescolati tra gli altri preparano due pranzi, quelli di Servair Air Chef: uno per i volontari, l'altro per gli ultimi della terra. "Indossiamo le pettorine e cuciniamo, imbandiamo le tavole, serviamo". Mezzatesta in prima fila. Tra i tanti, l'AD cita il capo pulizie di bordo di Malpensa: "E' un ragazzo palestinese bravissimo: anche se è di una religione diversa viene dai frati cappuccini e rassicura i poveri di origine araba dicendo che siamo stati attenti a non mettere maiale e a seguire i dettami dietetici del Corano. Deve costargli un certo sforzo, venire lì, ma lo fa". Adesso Mezzatesta sta cercando di convincere Sea a mettere negli aeroporti milanesi, a maggio, un chiosco per vendere il pane di San Francesco, per raccogliere donazioni. "Se posso aiutarli, faccio di tutto. Pensi a Padre Maurizio, è una persona eccezionale". Come eccezionale è lui, quest'uomo che governa con pugno di ferro 750 dipendenti, per 90 milioni di fatturato. E che pure, parlando dell'Opera, si commuove.

Elisabetta Andreis (milano.corriere.it, 19/3/2012)

 

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