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Opera San Francesco per i Poveri
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Maggio 2012

LA TESTIMONIANZA DI CAMILLA, VOLONTARIA A "IL PANE DI OSF"

Lo scorso weekend, sabato 19 e domenica 20 maggio, Opera San Francesco ha rilanciato per il quarto anno consecutivo l'appuntamento de Il Pane di OSF.
Il pane di Fra Cecilio, fondatore di Opera San Francesco, è stato distribuito al pubblico di Milano e di altri 6 capoluoghi di provincia della Lombardia dove i Cappuccini sono presenti.

Con entusiasmo e grande simpatia per l'iniziativa, anch'io vi ho preso parte a Varese domenica mattina. Ero al mio secondo anno, dopo aver vissuto la prima esperienza nel maggio 2011. La voglia di fare era molta, quella di riscatto altrettanta. Riscatto sì, dalla "magra" risposta che la città di Varese aveva mostrato lo scorso anno, forse per via della posizione del gazebo un po' defilata dal passaggio pedonale, forse un po' per la riservatezza e innata diffidenza dei varesini che, come me che sono del luogo, hanno bisogno di un po' di tempo in più per aprirsi a proposte che non conoscono.

Quest'anno invece le premesse erano migliori e il gazebo in ottima posizione.
Al mio arrivo allo stand l'incontro e lo scambio di saluti con tutta la squadra: Mara la responsabile di stand, Luigia, Elisa, Gabriele, Michela, Erica, questa la "formazione" che, con maglietta e badge di riconoscimento e nelle mani un paio di sacchetti con il pane da distribuire, è partita all'incontro con le persone nei dintorni del gazebo. Il tempo clemente, nuvoloso ma senza pioggia, la presenza di un mercatino gastronomico poco distante hanno senz'altro favorito un buon passaggio di persone. Ciascuno di noi ha sperimentato l'approccio e la proposta di trasformare il pane da comprare per il pranzo della domenica (questa la mia frase preferita per ispirare simpatia e destare l'attenzione a chi si aggirava dopo una spesa di formaggi o salumi tipici) in un'occasione di carità verso chi quel pane non può spezzarlo tutti i giorni.

Molti sono i volti che ho incrociato, diverse le risposte: c'è chi ha fretta e non ti fa parlare, perché pensa che tu sia l'ennesima persona che chiede e non si ha tempo o modo di dare qualcosa a tutti; c'è chi si ferma, ma sai già che lo fa solo per cortesia o solo perché fai simpatia con un sorriso e i modi educati, ma poi ti dice che dona già, "ah sapesse, mantengo due bimbi in Africa e sostengo le Missioni..."; c'è chi ti vede da lontano e cambia strada o finge di non sentire la tua domanda, ma quando gli auguri comunque una buona domenica con il sorriso, si volta a ringraziare.

Poi però (e per fortuna) ci sono anche persone attente che si fermano, ti dedicano del tempo per farti parlare e presentare l'iniziativa di Opera e la destinazione dell'offerta. Il sospetto delle persone è sempre dietro l'angolo, ma mostrare la brochure e le foto dei servizi di OSF concretizza ai loro occhi che si fa sul serio e che i soldi donati saranno ben spesi. E che soddisfazione consegnare il sacchetto, "avercela fatta" a vincere l'indifferenza o la diffidenza e a conquistare un sostenitore! Tanto più se, come mi è capitato con una coppia di turisti danesi, ti trovi a reinventare la frase d'approccio in inglese, a raccontare che il "charity programme" di OSF nasce da un messaggio di fratellanza che non ha confini nel mondo. Che soddisfazione vedere che si convincono, che hai toccato "le corde giuste" e se ne vanno contenti con il pane di OSF in mano, avendo conosciuto un volto d'Italia inaspettato!

La mattinata scorre veloce: Mara fa i conti e le pagnottelle distribuite a mezzogiorno sono più di duecento, quasi ci invita a fermarci, rischiamo di non lasciare riserve per il pomeriggio. Comincia a piovere verso l'ora di pranzo, la gente sfolla e le strade si svuotano... ma c'è ancora qualcuno che raggiunge il gazebo con l'ombrello e ha già i soldi in mano: "Per fortuna vi ho trovato!" esclama, "vi cerco da ieri, ho chiamato addirittura Milano per sapere dove foste. Sono pensionata, ma sostengo OSF da anni. Con piccole offerte, ma di cuore perché so quanto bene faccia Opera". Questo è il miglior regalo per chiudere una mattinata intensa: sapere che la nostra presenza ha avuto senso, non solo per il pane distribuito e le donazioni raccolte, ma soprattutto perché ha lanciato un messaggio che è stato ascoltato e compreso dalla maggior parte delle persone.

La voglia di riscatto dall'esperienza dello scorso anno era tanta; ebbene quest'anno sono tornata pienamente "riscattata", avendo passato una mattina densa di incontri con i miei amici volontari, ma anche con i tanti nuovi amici di OSF! Mi porterò nel cuore l'energia e la carica di questa giornata, ho "spezzato" il pane di OSF con tante persone. E sono pronta a ripetere questa esperienza il prossimo anno, a Varese o dovunque sarà possibile andare, perché con il lavoro di tutti il pane di Fra Cecilio non manchi mai alla tavola di chi ne ha bisogno.

Camilla, volontaria a "Il Pane di OSF"

 

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