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Opera San Francesco per i Poveri
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Giugno 2012

LA TESTIMONIANZA DI LUCIA: "SONO RIPARTITA DA ZERO, AL SERVIZIO DEGLI ALTRI"

Avevo chiesto di poter far parte dei volontari di OSF già da tanto tempo e la chiamata è arrivata in un momento in cui, istintivamente, avrei risposto di no, non avevo proprio tempo. Ero occupata con i preparativi per il matrimonio del mio primo figlio, ma il timore che l'occasione che aspettavo da tanto tempo non mi si ripresentasse mi ha fatto accettare subito e con ampia disponibilità di orari e mansioni.

Sono stata assegnata all'accettazione del poliambulatorio e così, dopo quarant'anni di lavoro in una grande società, sono ripartita da zero, mettendomi al servizio degli altri, in silenzio, accettando regole e comportamenti molto diversi dai miei, anche quelli che non mi trovavano d'accordo.

Per me è stata una lezione di umiltà e di obbedienza perché per carattere non mi è facile accettare remissivamente ciò che non condivido.

L'appuntamento settimanale mi ha avvicinato a persone e realtà che, in un primo tempo, possono creare un senso di disagio e rifiuto, ma con il tempo ho sempre più compreso che le persone che si rivolgono a OSF hanno bisogno di essere accolte, accettate, trattate con umanità, tanta umanità e rispetto, anche se talvolta alcune di loro non ne hanno nei confronti di chi si mette a loro disposizione nell'intento di aiutarle.

I volontari, però, non devono mai dimenticare che ogni persona che si rivolge a OSF vive una situazione di disagio, di povertà e di precarietà. Talvolta siamo inconsapevoli delle traversie, delle storie, dei dispiaceri che hanno alle spalle.

Per molti di loro non si tratta solo di un problema pratico, come fissare l'appuntamento con lo specialista o farsi visitare dal medico di base; hanno bisogno anche di relazione e incontro, di disponibilità da parte nostra a saperli ascoltare.

Spero di essere riuscita, nello svolgere il mio compito, ad accoglierli con un sorriso, oltre naturalmente a riuscire a soddisfare il loro problema contingente.
Alla fine del turno sentivo che il mio tempo era stato utile. Infatti oltre ad aver fissato visite ed appuntamenti nel modo corretto, registrato nuovi pazienti senza errori (tutto molto importante, certo, per il buon funzionamento della struttura) ero riuscita a cogliere nello sguardo di una persona o nella sua voce bassa e timorosa la richiesta celata di aiuto e di aver donato del tempo per stare un po' più insieme in modo diverso.

Rivivo ancora nell'oggi il saluto pieno di gratitudine e il sorriso degli utenti.
Ecco, ciò mi permetteva di andare a casa soddisfatta, con la consapevolezza che più che avere dato, queste persone, questa esperienza, mi avevano arricchita profondamente, aiutandomi a dare il giusto peso alle mie piccole, quotidiane contrarietà.

Ma c'è tempo per ogni cosa ed è arrivato per me il momento di fare la nonna, così da gennaio ho sospeso la mia opera di volontariato, ma so già che quando Matteo sarà un po' più grande mi renderò nuovamente disponibile, pronta a riprendere con entusiasmo una nuova esperienza con OSF.

Lucia

 

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