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Opera San Francesco per i Poveri
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Ottobre 2012

LETTERA DI PADRE MAURIZIO

Caro Amico, cara Amica,
pochi giorni fa abbiamo celebrato la festa di San Francesco, di cui la nostra Opera porta il nome.
In questo momento difficile e tormentato, dove spesso ci ritroviamo impotenti e sbigottiti di fronte a ciò che accade, possiamo e dobbiamo guardare a Francesco perché la sua vita e testimonianza siano aiuto e speranza per tutti noi.

Nel recente viaggio a Loreto, Papa Benedetto ha detto: "Nella crisi attuale che interessa non solo l'economia, ma vari settori della società l'Incarnazione del Figlio di Dio ci dice quanto l'uomo sia importante per Dio e Dio per l'uomo. Bisogna ritornare a Dio perché l'uomo torni ad essere uomo. Con Dio anche nei momenti difficili di crisi, non viene meno l'orizzonte della speranza".
Ritornare a Dio implica una scelta consapevole. Francesco lo insegna. Il Santo di Assisi libera la sua libertà, la libera dalla chiusura in se stessa, dalla sete di potere, di possesso, di dominio, e la rende capace di aprirsi alla dimensione che la realizza in senso pieno: quella dell'amore di sé verso l'altro, dell'amore che si fa servizio e condivisione.

La libertà per essere tale deve cogliere nella sua dimensione il valore della gratuità, vocabolo oggi dimenticato. In un mondo in cui per il denaro e il potere si è disposti a tutto, dove il facile guadagno è il nuovo idolo, dove sprechi e corruzione, tangenti e accaparramenti indebiti sono drammaticamente presenti nelle cronache della politica e dell'economia italiana, la parola gratuità suona quasi ridicola.

"Ritornare a Dio perché l'uomo torni ad essere uomo": per Francesco il servizio vissuto nella gratuità è un'esigenza e un progetto di libertà. Ciò che siamo, che abbiamo, che facciamo, tutto viene da Dio e deve essere condiviso: l'essere e l'avere, le doti spirituali e le ricchezze del cuore, tutti i tipi di bene, tutto deve essere condiviso con tutti, credenti e non credenti, buoni e cattivi. Gratuitamente abbiamo ricevuto la vita, gratuitamente la offriamo nel servizio agli altri.

Francesco sta davanti a noi con la sua vita realizzata, serena, pacificata. È libero perché è capace di aprirsi e donarsi agli altri con semplicità e senza paure. La sua libertà, orientata a Dio, gli consente di far emergere il meglio della sua personalità attraverso relazioni autentiche e dirette con chiunque, così che per tutti diventa uno strumento di pace. Non crede nelle tante parole e chiede ai suoi frati di parlare il linguaggio della testimonianza attraverso l'esempio di una vita autentica. La scelta, la libera scelta si muove tra due poli: o riduciamo la nostra vita ad una lotta per la nostra conservazione, attraverso progetti e strategie egocentriche, oppure siamo capaci di aprirci agli altri, di impegnarci senza tornaconto, facendo della nostra vita un dono senza pretese di contraccambio.

Nell'ultima campagna stampa voluta da Opera ho accolto positivamente la provocazione "Siate egoisti, fate del bene": è un paradosso straordinario perché nel dono totale di sé "fare del bene" l'uomo, la donna trovano la pienezza di vita. "Amerai il prossimo tuo, come te stesso": volere bene all'altro è volere bene a se stessi, perché è nell'amore ricevuto e donato che l'uomo si ritrova pienamente. I doni di natura e di grazia presenti nella nostra vita sono per tutti.

Guardiamo a Francesco, al suo stile di vita, ascoltiamo le sue parole, viviamo i valori che ci consegna. "Io ho fatto la mia parte, Cristo vi insegni la vostra".

Un caro saluto

 

      padre Maurizio Annoni

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