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Opera San Francesco per i Poveri
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Ottobre 2012

VIAGGIO A TORINO, LA TESTIMONIANZA DI SILVIA

Quando abbiamo alzato gli occhi verso l'alto, in quell'interno a cielo aperto, l'azzurro ha dipinto sui nostri volti un'espressione di gioia, dopo tanto grigiore e pioggia. Il nostro viaggio a Torino si stava per concludere e noi ci trovavamo all'interno dell'Arsenale della Pace, al SERMIG, per un incontro conoscitivo con la fraternità fondata da Ernesto Olivero. La costruzione imponente dell'Arsenale, segnata dai bombardamenti dell'ultima guerra, oggi sede della comunità, è diventata un luogo di amore e di crescita, di ricostruzione e "restituzione".

...ma torniamo indietro, alla mattina di sabato, quando partivamo alla volta di Torino, passando da Venaria Reale& Il cielo ben presto si rivela nuvoloso e minaccioso di pioggia, e così ci accompagnerà, purtroppo, per il resto del nostro viaggio. A cominciare dalla visita alla bella Venaria Reale, antica residenza sabauda, dove scopriamo un pezzo della nostra storia, attraverso i dipinti e gli affreschi che la adornano nella sua elegante semplicità. Lo spettacolo di giochi d'acqua della fontana del Cervo accompagnato dalle note della sinfonia delle quattro stagioni di Vivaldi, conclude la nostra visita. E' ora di ripartire e raggiungere il capoluogo piemontese per il pranzo in albergo. La pioggia comincia a scendere copiosa e non ci darà tregua, neppure durante la visita guidata del centro città: si parte da piazza Castello, dove i palazzi si affacciano in una sorta di continuità architettonica e si susseguono ininterrottamente, collegati tra loro da lunghi colonnati di gallerie e portici. Restiamo ad ammirare il Teatro Regio, il Palazzo Reale e la chiesa di San Lorenzo. Al centro della piazza, si erge Palazzo Madama, mentre sul fondo si staglia verso il cielo il grattacielo in stile Littorio, una nota quasi stonata di questa grande piazza. Guardando oltre il Palazzo Reale, incastonata al Duomo, svetta la cupola della cappella della Sacra Sindone. Per arrivare al Duomo, ci avventuriamo dietro a Palazzo Reale e scopriamo dapprima la Torino romana, con i resti del teatro e sull'altro lato le porte palatine e quel che resta delle antiche mura. Proseguendo, giungiamo al Duomo, dove sostiamo alcuni minuti davanti alla teca che conteneva la Sacra Sindone. La nostra passeggiata prosegue per Via Roma, dove incontriamo Palazzo Carignano, il Museo Egizio e l'Accademia delle Scienze. Passiamo davanti allo storico ristorante Del Cambio, famoso per aver servito il Cavour. Sbuchiamo in piazza San Carlo, che ricorda le belle ed eleganti piazze parigine, chiusa da colonnati, alla cui estremità si trovano le Chiese di San Carlo e di Santa Cristina. Ci inoltriamo nelle gallerie e sotto i portici troviamo i vecchi caffè, come Baratti & Milano e le botteghe del cioccolato, come Stratta. Il giro è terminato e, tornati in albergo, ci riposiamo prima della serata in un ristorante tipico di Torino, dove gustiamo la cucina locale e concludiamo la nostra prima giornata insieme, davanti ad un buon bicchiere di vino, chiacchierando e raccontandoci.

L'indomani raggiungiamo Superga, immersa nelle nubi tanto che ci appare quasi magicamente fatata. Visitiamo la Basilica e la cripta reale, dove sono sepolti i membri di Casa Savoia, gli appartamenti reali e la Sala dei Papi, dove sono custoditi i ritratti di tutti i Pontefici della storia, sino a quello di Benedetto XVI. Scendendo da Superga, cominciamo ad intravedere uno squarcio di azzurro e presto le nubi lasciano spazio ad un timido sole che, a fine pranzo, ci aspetta splendente per accompagnarci nella nostra ultima tappa del viaggio: all'Arsenale della Pace, il SERMIG.

Il luogo, esattamente, dove è iniziato il racconto di queste belle giornate trascorse felicemente insieme ma dove non è finito, come la retorica vorrebbe, il nostro "viaggio". Da qui riparte il nostro cammino di volontari con maggiore consapevolezza, arricchito dall'incontro con Gianni ed Elena del Sermig che ci hanno trasmesso con grande entusiasmo la loro esperienza. Uno spunto di grande riflessione per ciascuno di noi, per riflettere non solo su ciò che facciamo, ma soprattutto su chi siamo. Nel cortile interno, su una grande pietra, è scritto: la bontà è disarmante. A questo punto, possiamo ripartire e continuare il nostro "viaggio" insieme.

Silvia,
volontaria di OSF al servizio docce

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