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Opera San Francesco per i Poveri
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Novembre 2012

CI FACCIAMO IN SETTE PER ASCOLTARLI

Dopo 2 anni di assestamento, segnati soprattutto dall'impegno volto a consolidare e stabilizzare le procedure e dal lavoro in equipe con l'assistente sociale, nel 2012 il numero di avvocati volontari del servizio legale è passato da 2 a 7: un ampliamento importante dato sia dall'aumento costante delle richieste, sia dalla volontà di Opera San Francesco di distribuire di più i casi per diminuire tempi di attesa e mole di lavoro richiesta alle singole persone. Edoardo, volontario, racconta l'esperienza al servizio legale di Opera San Francesco: la sua è quella di un giovane avvocato che da poco ha iniziato a lavorare per conto proprio.

"Sono entrato a far parte del servizio legale nel maggio del 2011, coinvolto dall'avvocato Stefano Nannini, che ne era stato l'ideatore. Per me, un'esperienza del tutto nuova. L'elemento volontaristico è senz'altro quello preminente: l'avvocato che partecipa al servizio legale di OSF è prima di tutto un volontario che accetta di sottrarre una sia pure piccola parte del proprio tempo agli impegni lavorativi per metterlo a disposizione di chi ne ha bisogno e non può permettersi di pagare un legale.

Come funziona il nostro servizio? Esiste uno sportello dedicato all'ascolto degli utenti, che con cadenza settimanale accoglie le richieste e, nella maggior parte dei casi, le evade già durante questo primo momento di colloquio. Oltre a ciò offriamo patrocinio in giudizio in favore degli utenti di Opera San Francesco, sia nel caso essi si siano presentati allo sportello legale di ascolto, oppure, come succede più frequentemente, siano stati segnalati dal servizio sociale; è infatti continuo e fondamentale il dialogo tra il servizio legale e il servizio sociale di OSF, poiché permette di offrire sostegno in tutti gli ambiti.

Cosa abbiamo fatto in questi anni? Qui sono passate storie familiari difficili, abbiamo assistito in giudizio persone con anni duri alle spalle per promuoverne il reinserimento sociale e cercare di stabilizzare la situazione familiare facendo in modo che venisse regolata la potestà genitoriale; sempre con l'obiettivo del reinserimento sociale, abbiamo poi contribuito attivamente all'assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica in favore di alcuni utenti del servizio sociale. Lo scopo di OSF, infatti, è quello di offrire a tutti gli strumenti per ricostruire la propria vita dopo esperienze difficili, non quello di dare un sostegno temporaneo, svincolato dalla condizione esistenziale di chi lo richiede.

L'esperienza in Opera San Francesco oltre che professionalmente mi è servita a crescere umanamente: il confronto con situazioni di disagio sociale mi ha dato una percezione più oggettiva della condizione di chi, come me figlio del ceto medio benestante, versa in situazione di privilegio; contribuire a risolvere, nel possibile, certe situazioni, mi ha dato soddisfazioni che vanno ben oltre l'aspetto specialistico. Qui ho imparato che si può fare del bene anche attraverso il proprio lavoro; si può contribuire, nel proprio piccolo, al miglioramento della società civile; ho compreso che si può ripartire da capo dopo esperienze traumatiche, se solo si trova qualcuno disposto ad aiutarci".

 
Edoardo, volontario di OSF al servizio legale

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Novembre 2012