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Opera San Francesco per i Poveri
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Marzo 2013

HO RUBATO ATTENZIONI, SORRISI, GENTILEZZA

Prima di lavorare a Opera San Francesco non avevo mai fatto vero e proprio volontariato. Avendo vissuto in Libia ho però avuto occasione di conoscere e frequentare non solo persone molto diverse da me, ma anche tantissimi giovani: per intenderci quei ragazzi che, partendo dall'Africa sub-sahariana in cerca di un futuro migliore, finiscono poi per arrivare nelle nostre piazze con braccialetti e libriccini da vendere. Conoscendoli in Libia, ascoltando le loro storie, mi sono vergognata per tutte le volte che qui nel mio paese ho evitato di incrociare il loro sguardo, considerandoli solo un intralcio al mio cammino, una scocciatura. Quindi, tornata a Milano, ho voluto cercare di 'restituire' almeno una piccolissima parte di quello che ho ricevuto nella mia vita. Oggi la mia esperienza a Opera è finita perché con la famiglia, per lavoro, ci stiamo trasferendo di nuovo; ma una cosa è certa: in tre anni ho ricevuto e imparato moltissimo, sono cresciuta ed ho acquisito una maggiore consapevolezza della realtà che mi circonda.

Opera è letteralmente capitata sulla mia strada: ho preso casa proprio lì vicino. Come volontaria ho iniziato in mensa dove ho incontrato tantissime persone. Fin da subito mi sono sentita come se, invece di essere un lavoro, il mio in realtà fosse un furto: di attenzioni, sorrisi, e gentilezze... tutti, dai bambini ai ragazzi agli anziani, di qualsiasi provenienza, mi hanno fatto sentire una persona davvero speciale... e io ho quasi rischiato di crederci! La verità però è che sapevo di dare loro ben poco: un po' del mio tempo, la pulizia dei tavoli e tanti sorrisi. Erano loro a dare tantissimo a me: una carica di energia e soprattutto un senso di appartenenza non comuni. Quando lavoravo in mensa io ero Francesca, la loro cameriera, e loro i miei clienti: i miei bambini, i miei ragazzi e i miei anziani. Ero consapevole di non fare abbastanza per meritare questo senso di appartenenza e quindi ho iniziato a lavorare anche al servizio docce e guardaroba dove mi avevano detto che il turno è un po' più pesante e richiede più pazienza. Beh, lasciate che vi dica che non solo ho continuato a ricevere e ad essere enormemente gratificata, ma ho anche avuto il privilegio di lavorare con delle persone veramente speciali che dedicano la loro vita al prossimo con entusiasmo e passione!

Francesca

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Marzo 2013