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Opera San Francesco per i Poveri
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Giugno 2013

IL BILANCIO SOCIALE 2012 DI OSF: UNA RISPOSTA CONCRETA IN TEMPO DI CRISI

Un centinaio di persone lo scorso 13 giugno nella sala Pio XI dell’Università Cattolica  ha seguito con interesse i dati di un bilancio davvero sorprendente dove indicatori, indici, dati hanno messo in evidenza la capacità di risposta di OSF di fronte alla crisi.
Infatti Opera San Francesco ha pubblicato e presentato il bilancio sociale del 2012 presentando un modello organizzativo e risultati che ancora una volta mostrano il dilagante fenomeno della povertà.

Dopo i saluti di Padre Maurizio che ha voluto condividere la gioia per i risultati ottenuti con i volontari, i donatori e i dipendenti, è intervenuto il professor Marco Grumo, docente di Economia Aziendale nell’ateneo milanese nonché direttore della Divisione non-profit di ALTIS, Alta Scuola Impresa e Società. Il professor Grumo, presentando il bilancio sociale, ha collocato i numeri entro la cornice di un periodo particolare, quello della crisi. Una cappa alla quale OSF ha reagito rappresentando veramente l’ultimo anello della catena economica e sociale, nel saper prendersi cura ogni giorno di storie uniche e di elevata complessità, nel riuscire ad accogliere tutti con sapienza organizzativa.

Gli “indici di borsa” di OSF sono proprio sorprendenti: incremento del moltiplicatore della solidarietà che raggiunge quasi il rapporto di uno a tre, in quanto ogni euro ricevuto triplica il valore in termine di servizi offerti, 26.946 poveri accolti solo nel 2012 (di cui 13.000 ‘nuovi poveri’), oltre 55.000 nuovi poveri accolti dall’inizio della crisi, oltre 1 milione di prestazioni sociali, pari a un valore di oltre 13,8 milioni di euro di servizi gratuiti offerti, quasi 2.500 colloqui individuali con gli utenti (oltre 14mila dall’inizio della crisi), un aumento del 33% dei pasti offerti.

Il tema dell’estrema povertà incrocia sempre quello del disagio psichico, commenta l’assessore Pierfrancesco Majorino. Le politiche sociali degli ultimi anni hanno portato alla diminuzione della potenzialità della risposta, mentre di fronte a uno stato di necessità le porte dovrebbero sempre essere aperte. Il modello di OSF è stato capace nel tempo di rimanere fedele agli antichi valori consegnati dalla tradizione francescana e nello stesso tempo ha saputo innovarsi leggendo i segni dei tempi e in ascolto delle nuove povertà.

La proposta che avanza Majorino è quella di “una logica di sistema e di condivisione per mettere in rete il percorso di promozione della persona, e vincere tutti insieme la scommessa di portare nel cuore della città, e non ai suoi margini, i cittadini più bisognosi”.

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