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Opera San Francesco per i Poveri
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Luglio 2013

VIAGGIARE CON GLI OCCHI DEL CUORE

In questo tempo estivo è facile trovare presso molte associazioni o ONG diverse proposte di volontariato che è possibile effettuare sia in Italia sia all’estero: anche Opera San Francesco come ogni anno accoglie i giovani che dopo un percorso di preghiera e di approfondimento nella fede decidono di impegnarsi attivamente nel servizio verso i poveri. Ma non è di loro che vogliamo parlare. Desideriamo invece far conoscere nomi e volti della cinquantina di persone (52, per l’esattezza!) che si sono rese disponibili per un’esperienza di volontariato in missione.

Il Centro Missionario dei Frati Cappuccini di Milano (come si può vedere sul sito www.missioni.org) ormai da diversi anni organizza viaggi all’estero per consentire a chi lo desidera di fare un’esperienza di volontariato nelle missioni gestite direttamente dai cappuccini o da altri religiosi. Dopo un cammino di preparazione e di formazione che è durato circa un anno, i 52 giovani hanno deciso di partire per vari paesi dell’Africa, dell’America Latina e Centrale e dell’Asia per vivere un’esperienza di comunione e di servizio con i religiosi e la gente del luogo, accolti dalle comunità missionarie. Dove? Dal Camerun alla Thailandia, dalla Costa d’Avorio al Kenya, dall’Etiopia al Brasile, al Guatemala; tempo di permanenza previsto, almeno un mese.

Durante questo periodo ai volontari vengono chiesti i più svariati servizi, che tengono conto delle capacità di ciascuno e delle necessità locali: parrocchie, asili, centri per disabili, ambulatori, carceri, animazione per ragazzi, centri per mamma e bambino, lavori manuali… sono solo alcuni degli ambiti dove è possibile provare una diversa condizione di vita e dove un aiuto, anche se piccolo e limitato nel tempo, rappresenta l’occasione per avvicinare altre culture, incontrare mondi nuovi, conoscere le persone non per sentito dire ma attraverso la quotidianità di un’esperienza condivisa.

Cos’è richiesto a chi vuole fare un’esperienza di volontariato in missione? Certamente è importante avere spirito di adattamento, capacità di entrare in relazione con l’altro, conoscere la lingua locale, essere umili e semplici lasciandosi guidare dai missionari forti della loro esperienza. Un’ultima cosa è necessaria, ed è forse la più importante. Ce la indica Giovanni Paolo II. Il Papa beato invitava a viaggiare con gli occhi del cuore. Si tratta di imparare a conoscere, rispettare, valorizzare ogni cultura e a dialogare con essa;  incontrare e servire fratelli e sorelle verso i quali non c’è giudizio o pregiudizio, ma il profondo desiderio di camminare insieme per un breve ma significativo tratto di strada.

Molti volontari tornando a casa affermano che è un’esperienza che modifica profondamente, perché ciò che gli occhi del cuore hanno visto generano un rinnovato spirito di comprensione, accoglienza, solidarietà e tolleranza, soprattutto nei confronti di chi, per necessità,  proviene da quegli stessi paesi visitati durante il periodo di volontariato. Viaggiare con gli occhi del cuore significa anche non restare insensibili davanti alle preoccupanti forme di povertà che si possono incontrare. Significa imboccare un  percorso di crescita personale segnato da un più alto senso di responsabilità e di giustizia, di sobrietà e di solidarietà verso il fratello, lontano o vicino, che chiede di essere soccorso e aiutato. E la testimonianza dei 52 giovani e di coloro che in tanti modi dedicano le loro ferie e il meritato riposo per un servizio missionario sono per tutti un forte segno di speranza e di carità.

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Luglio 2013