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Opera San Francesco per i Poveri
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Febbraio 2014

UN PORTO SICURO PER CHI ANNEGA NELLA CRISI

Crisi è una parola quotidiana, non manca giorno che una voce dalla radio ce lo ricordi, e in tv qualche gesto la sintetizzi in modo drammatico facendone l’icona di una disperazione che arriva a lambire le nostre sicurezze. Mentre abbiamo tutto quanto ci serve, siamo bombardati dalle immagini di una crisi vissuta attraverso il filtro dei media. Poi c’è la realtà, fatta di corpi e di anime che vivono non solo nell’ora del telegiornale, ma 24 ore al giorno, sette giorni su sette, quelli che non hanno niente per andare avanti e che la macchina della povertà sta stritolando. E’ questa la grande impresa cui tutti siamo chiamati: spegnere il telecomando e sporcarsi le mani per fermare quella macchina, per bloccarne gli ingranaggi.

Come si fa? E’ il lavoro costante diffuso capillare che, negli anni, ha fatto di Opera San Francesco un vero e proprio avamposto sulla povertà perché è il punto dove arrivano le persone che hanno più bisogno di aiuto. In una delle città italiane ritenuta tra le più ricche, l’area della povertà sta allargandosi e minaccia anche settori sociali che prima sembravano solidi. Non parliamo solo di immigrazione: sono sempre di più gli utenti di nazionalità italiana che si registrano per l’accesso gratuito ai servizi. La prima esigenza è mangiare: nel corso di tutto l’anno sono stati distribuiti 858.220 pasti caldi (480.788 a pranzo e 377.432 a cena) con una media giornaliera di 2.752 pasti e punte di oltre tremila a maggio e novembre; a tavola dunque l’aumento nel corso di due anni raggiunge addirittura il 20,5%. Poi pensiamo alla salute, ed ecco i numeri strabilianti di un anno di visite al poliambulatorio: 40.104 prestazioni di cui 10.663 di medicina di base e 22.090 di medicina specialistica (+5,2% rispetto al 2012), con oltre 6.500 visite odontoiatriche; lievita l’attività della farmacia con +40% sul numero dei farmaci dati a chi non riesce a pagare il ticket. Cresce anche il numero di richieste per igiene personale: sono oltre 34.000 gli ingressi di chi vive in condizione di precarietà assoluta e non ha neppure la possibilità di lavarsi e, a due soli anni dall’apertura delle docce delle donne, già 1.912 quelli femminili (+19,8% rispetto al 2012). Nel guardaroba, 12.522 cambi d’abito nel corso dell’anno.

La squadra di volontari e benefattori è numerosa, ed è riuscita a far fronte a costi pari a 5.646.594 euro in un anno; 169 medici al poliambulatorio e complessivamente 706 volontari sono la forza inesauribile di Opera San Francesco nella sua missione di aiuto ai poveri. Insieme a loro ci sono le aziende che sostengono con iniziative di volontariato aziendale, con servizi, con erogazioni in denaro o in merci, come per esempio la donazione di 61mila prodotti per l’igiene personale, di 91mila scatole di tonno o di quasi 20 tonnellate di frutta, per non contare tutti i farmaci, biberon, ciucci arrivati in farmacia o il fondamentale aiuto di chi si è offerto di sostenere le manutenzioni strutturali della mensa. La macchina della povertà va fermata in tutti i modi, a tutti i livelli, comunque: tempo, denaro, energie, professionalità donati a Opera San Francesco sono, giorno dopo giorno, ora dopo ora, il modo più efficace per questa grande impresa.

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Febbraio 2014