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Opera San Francesco per i Poveri
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Aprile 2014

LETTERA DI PADRE MAURIZIO

Solo poche settimane ci dividono dall’evento “Il Pane di OSF”, previsto nei giorni 17 e 18 maggio. Siamo giunti alla sesta edizione, l’esordio avvenne infatti in occasione del 50° di OSF nel 2009.
Sono diverse le iniziative che OSF propone durante l’anno e, senza togliere niente a nessuno, credo che “Il Pane di OSF” abbia un significato particolare.

Innanzitutto portiamo nelle piazze e alla gente il pane. Per ricordare che a questo prezioso alimento, che simboleggia più in generale il cibo, ancora oggi centinaia di milioni di persone non possono accedere. La fame nel mondo è ancora un problema molto serio: carestie, guerre, maldistribuzione dei cereali, politiche agricole inesistenti, poteri economici forti sono certamente le cause della malnutrizione e di conseguenza della fame.
La fame non riguarda solo paesi lontani, ma in modo visibile o più celato è una situazione di casa nostra. Ne sono testimoni le centinaia di migliaia di pasti che vengono erogati ogni anno da OSF e dal altri centri che si occupano di accoglienza e di risposta ai bisogni primari. Nessuno escluso: gli italiani e gli immigrati che vengono alla nostra mensa manifestano questa esigenza fondamentale, ossia quella di potersi sfamare.

Nel segno del Pane riconosciamo non solo un diritto del povero ad accedere ad un bene, un atto di giustizia a lui dovuto, ma ricordiamo anche l’urgenza di impegnarci per il bene comune nella solidarietà e nella condivisione. Il Signore Gesù si identifica nel Vangelo con i piccoli e gli ultimi: e ci ricorda che dobbiamo prenderci cura dei più fragili, di coloro che per tante svariate ragioni non riescono a condurre una vita dignitosa.

Il Pane che volentieri diamo nelle piazze alle persone che incontriamo ha il sapore fragrante della comunione, perché oltre all’aiuto vicendevole e solidale, sensibilizziamo “la piazza” sulla necessità di essere con gli altri e per gli altri, a farci carico dei loro pesi e delle loro difficoltà. La loro vita interpella la nostra, il nostro stile di vita di fronte alle fragilità che incontriamo riceve uno scossone, i valori vengono riconosciuti secondo la loro priorità.

L’evento mobilita un piccolo esercito di volontari, alcuni anche solo per un giorno. Saranno circa 400 presenti nelle piazze e nell’impianto organizzativo. Il volontario porta nelle piazze la conoscenza e la ricchezza di un servizio in Opera. Insieme al pane che il volontario consegna per le strade, in modo simbolico, c’è anche il suo impegno e la bellezza di un servizio che rende grande chi lo vive e chi lo riceve.
Il Volontario è colui che libera il proprio tempo per liberare gli altri dalla loro situazione di emarginazione e di solitudine.
L’esperienza de “Il Pane di OSF” mette ancora una volta in evidenza la sinergia tra struttura, benefattori e volontari. L’obiettivo è unico. Insieme ci impegniamo perché quell’uomo che ci è accanto non è solo un povero ma è una sorgente di potenzialità, portatore di doni che meritano di essere scoperti. È PERSONA, è un insieme unico, di esperienze, di paure, di speranze, di gioie e di fallimenti. Ha qualcosa in cui crede, ha qualcosa da dire. Forse non ha il coraggio di parlarne o non ha trovato qualcuno cui parlarne.

Un appello ai lettori della newsletter: se abitate o siete vicini a una delle città nelle quali portiamo “Il Pane di OSF” venite a visitarci. Sarà l’occasione per conoscersi e ricordarci il nostro comune impegno al servizio delle fragilità.

padre Maurizio Annoni

Scarica la locandina (pdf)

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Aprile 2014