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Opera San Francesco per i Poveri
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Aprile 2014

DOCCE E GUARDAROBA: LE CIFRE DEL 2013

Lavarsi e cambiarsi è un diritto che OSF garantisce a tutti, ogni giorno, perché è il primo passo per riacquistare dignità e non vergognarsi di esistere. Basta leggere le testimonianze dei volontari alle docce e al guardaroba per comprendere il senso di questa affermazione. "Col passare del tempo si instaura un rapporto confidenziale con persone di ogni etnia ed età, c’è chi si offre da interprete, ci sono scambi di idee, battute, gesti affettuosi e grande collaborazione verso le mamme coi figli piccoli". Sono proprio le docce delle donne, inaugurate nel corso del 2012, che hanno registrato un’affluenza importante, dando forte ragione ai lavori di ampliamento per questo servizio. 385 donne hanno usato almeno una volta il servizio nel 2013. Tra le  47 donne italiane registrate, 18 sono ‘nuove’ ospiti di OSF. A tutte, a ogni ingresso, viene garantito un cambio di biancheria completo. Una delle volontarie che gestisce il servizio ci racconta: "…e se vedo che qualcuna ha preferenza per una certa maglietta, una sciarpa, posso offrire una possibilità di scelta: quel sorriso, quel grazie che ricevo, a me hanno detto tutto".

I numeri alle docce uomini si moltiplicano: tutti giorni la fila è sempre lunga e accoglie chi è costretto a dormire nelle stazioni, nelle baracche, nei parchi e considera l'acqua un bene prezioso quanto il cibo. Alle docce sono registrati complessivamente 34.034 ingressi nel 2013, un esercito di 4.880 persone tra cui si conta oltre il 10% di nazionalità italiana (esattamente 515, con 68 ‘nuovi’ utenti). L’accesso è garantito una volta alla settimana e prevede il cambio di biancheria intima; quotidiana invece la possibilità di radersi e di fare un pediluvio. Racconta un’altra volontaria: "prima svolgevo il mio servizio in mensa. Ora sono alle docce e guardaroba. Certo è più faticoso e richiede anche pazienza, ma dalla vicinanza con i poveri continuo a ricevere e ad essere sempre gratificata".

Nel guardaroba vengono distribuiti gli abiti e le calzature cercando se possibile di soddisfare le esigenze di tutti. Il povero viene trattato con rispetto e non come una persona che, a causa del suo stato di miseria, sia obbligata a indossare qualsiasi cosa capiti sotto mano. Ciascuno ha il proprio gusto, le proprie preferenze, è capace di fare delle scelte. Dall'intimo al giubbotto, alle scarpe e alle coperte: al servizio guardaroba sono stati distribuiti oltre 61mila cambi completi d’abito dall’inizio della crisi, 12.533 solo nel 2013 per 5.724 utenti di cui il 11,4% italiani; tra questi ultimi, sono 91 quelli che hanno usufruito del guardaroba di OSF. Lavarsi e cambiarsi non è un lusso, aver cura della propria persona è un diritto di ogni uomo ed è essenziale per la sua dignità: piccoli gesti, come aiutare a provarsi un paio di scarpe o permettere di scegliere un colore fanno in modo che i tanti nuovi poveri che bussano alla porta di Opera San Francesco si sentano a casa.

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