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Opera San Francesco per i Poveri
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Marzo 2015

SERVIZIO DOCCE: AD OGNI OSPITE UN CAMBIO DI BIANCHERIA NUOVO

Quello che sorprende ogni volta, non è tanto il numero, pur elevatissimo, di persone, quanto il loro armonioso fluire in un servizio che funziona senza intoppi: anche trecento ingressi alle docce… come si fa ad accogliere numeri così grandi? Vengono accontentati tutti? La risposta ce la danno loro, i volontari, che sono sul campo giorno dopo giorno e offrono un punto di osservazione privilegiato. Paola ha un’esperienza di poco più di un anno alle docce delle donne, un servizio relativamente recente con numeri ancora contenuti rispetto alle docce per gli uomini (circa il 6%) e che oggi conta anche 190 ingressi al mese, contro i 60, di media, dell’inizio. Aperto dalle 9 alle 12 dal lunedì al venerdì, vede un’utenza molto eterogenea. Il lunedì arrivano quasi esclusivamente donne rom, mentre negli altri giorni la prevalenza è soprattutto di ucraine e rumene, oltre alle numerose italiane. Sono circa 400 le donne, molto diverse tra loro, che fanno uso di questo servizio: alcune dormono per strada, le rom nei campi, la maggioranza delle italiane nei dormitori, mentre le ucraine spesso stanno in casa perché hanno contratti come badanti presso famiglie italiane, per una o due settimane, al massimo per sei mesi, anche se non sempre in regola. Le ucraine vengono soprattutto per il cambio di biancheria… alcune sono davvero molto in ordine e non hanno necessità di lavarsi ma hanno bisogno di risparmiare, e vengono solo a prendere la biancheria.

Fra Domenico, responsabile delle docce e guardaroba, si addentra ancor più nei dettagli di un servizio che mantiene una media giornaliera di 266 ingressi per un totale annuo di 66.885. Ha impostato un ritmo scorrevole che nasce dalla volontà di accontentare più persone. "Se ci sono i volontari, l’affluenza aumenta – spiega Fra Domenico – è fondamentale garantire la presenza di almeno quattro volontari alle docce sempre; se non ci fossero loro, i numeri calerebbero e la gente resterebbe fuori". Gli ingressi alle docce uomini sono aumentati di un migliaio rispetto all’anno precedente (35.056 su 34.034). "Se tutti i nostri utenti volessero entrare quattro volte al mese, visto che offriamo loro questa possibilità, non potremmo accontentarli e saremmo al di sotto della richiesta – continua Fra Domenico – ma sono pochissimi quelli che fanno quattro docce al mese, pochi ne fanno tre, parecchi due, la maggioranza una sola… dunque coi numeri ci stiamo; c’è un aumento contenuto ma la struttura funziona bene, è organizzata e soddisfa la richiesta. Anche per le barbe (13.469 ingressi), pediluvi (15.586) e trattamenti scabbia (193) abbiamo raggiunto il nostro livello massimo, non potremmo fare di più, ci preoccupiamo solo di non farne di meno". Il servizio a Opera viene apprezzato non solo per la pulizia e l’organizzazione ma anche perché viene offerto il ricambio della biancheria nuova, cosa che negli altri enti assistenziali non è così scontato. "Presto molta attenzione al servizio doccia perché lo considero un bisogno primario – dice Fra Domenico – alle docce le persone vengono sporche per lavarsi, al guardaroba vengono vestite, nessuno viene nudo. E’ diverso. Vestiti si trovano ovunque e la mancanza di un indumento non è così alienante come il non lavarsi o il non mangiare".

In Opera i volontari devono essere intercambiabili per poter far funzionare le cose: chi è assente va immediatamente sostituito; tutte le postazioni dei volontari sono sostituibili, con l’unica precauzione di rispettare gli spazi di donne e uomini alle docce.
Al guardaroba sono presenti due volontari per turno. Accoglienza e celerità devono accompagnarsi per soddisfare il maggior numero di richieste. Qui ogni giorno si contano 55 cambi completi; vuol dire 55 persone per 5 giorni alla settimana, sono 12.597 in un anno, quindi sono mille, milleduecento al mese. Al centro raccolta arrivano tanti vestiti ma non sempre sono utilizzabili o in quantità sufficiente: spesso è necessario acquistare scarpe, giubbotti, jeans, felpe, tutto l’intimo, magliette estive. "L’anno scorso ad esempio – continua Fra Domenico – abbiamo avuto tante donazioni di magliette e non le abbiamo dovute acquistare, ma quest’anno dovremo farlo. Con i numeri siamo sempre sotto e gli indumenti comunque non bastano mai: il giubbotto forse dura un pochino di più, le coperte, il sacco a pelo… ma le scarpe vanno cambiate molto spesso se hai solo quelle e con quelle ci cammini, ci dormi".

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Marzo 2015