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Opera San Francesco per i Poveri
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Maggio 2015

A TU PER TU CON IL PANE

Grazie di cuore a tutti i volontari che hanno partecipato a "Il Pane di OSF" e a "Impariamo a fare il pane!": nonostante le difficoltà, l’entusiasmo si è imposto ancora una volta e ha vinto anche in situazioni non sempre facili come alcune nuove piazze, riuscendo a catturare l’interesse degli indifferenti e dei frettolosi… Come sempre bravi e generosi, i nostri volontari in piazza hanno avuto belle parole che ci fa piacere condividere qui di seguito.
"Vi scrivo perché ho piacere di farvi sapere che la partecipazione alla raccolta di sabato mattina mi ha dato molto. Non conoscevo direttamente Opera, abito da poco a Milano, e sono rimasta entusiasta dell'organizzazione che mettete in campo. La concretezza di un aiuto, fatto di un pasto caldo e un vestito pulito, viene prima di una buona parola di incoraggiamento. Pure la pietà non pare così comune di questi tempi, o così ci fa credere la stampa e la politica, sempre pronte ad esacerbare gli animi e a dividere. La raccolta di sabato mi ha fatto toccare con mano la generosità di tante persone che fanno carità, e ammetto che a volte mi ha stupito tanta serena liberalità. Sono quindi tornata a casa con un sentimento di speranza e animata dal desiderio di fare anch'io di più per il mio prossimo".
Clara

"Grazie per la bellissima esperienza umana di sabato pomeriggio sul sagrato. Ho ricevuto molti consensi dalle persone, ed addirittura un pakistano venditore ambulante ci ha donato delle rose.
Sabato scorso ho partecipato alla distribuzione del pane nella piazza di Lodi. Volevo ringraziare per la bellissima esperienza e per le persone che ho conosciuto.

Da tredici anni sono volontaria in OSF e quel poco che faccio cerco di eseguirlo con amore e impegno perché è proprio tanto ciò che ricevo, molto più di quanto pensassi. Quest’anno ho seguito per la prima volta, alla Rotonda della Besana, "Impariamo a fare il pane!", iniziativa per bambini che ha coinvolto anche Beatrice e Clementina, le mie due nipotine di 7 anni. I bimbi, tutti col grembiulino bianco con la scritta Oggi il pane lo faccio io e il cappellino da provetti cuochi, hanno ascoltato con attenzione le parole giustamente semplici su ingredienti e procedimento per la produzione: ‘Il pane deve ridere, soddisfatto del trattamento’. Poi ad ogni minipanificatore è stata consegnata una palla di morbida pasta da schiacciare, tagliare, modellare in forme diverse, personali, originali. Era un piacere osservare con quanto impegno, serietà e gioia ognuno cercava di dare il meglio di sé, e dopo la cottura, ecco la distribuzione dei ‘propri’ panini, da mostrare con orgoglio ai genitori e gustare con appetito. Fra Giansandro, con un intervento tra il serio e il faceto, ha dato la giusta importanza alla preparazione del pane e la spiegazione di ‘pace e bene’ donando spessore alla mattinata: bravo! La scelta del luogo, pieno di colori, libri, giochi, minitavole apparecchiate con gusto e originalità, ha reso poi questa mattinata davvero speciale e da riproporre senz’altro. C’è stato poi "Il Pane di OSF", un momento per me sempre molto arricchente, per l’incontro con persone diversissime...  C’è chi si avvicina spontaneamente perché già ci conosce; chi è incuriosito, ascolta e sovente si allontana col pane e dopo aver lasciato un’offerta; chi prosegue senza rispondere al saluto; chi sembra disinteressato ma poi, complice un semaforo all’improvviso rosso, è obbligato a fermarsi, acquista e - è proprio capitato a me! - alla fine ringrazia; chi liquida col banale ‘Non ho il borsellino’ e chi vorrebbe farlo con un ‘Quando torno’, ‘Quando esco da Messa’. Io cerco di ricordarmi i visi e se li rivedo vado loro incontro complimentandomi per la promessa mantenuta. In questi ultimi anni però la situazione economica è cambiata e tanti si confidano, quasi a voler giustificare il mancato aiuto; mi stupisce anzi che vogliano rendere partecipe una persona che non conoscono di realtà dolorose e cerco di dar loro con cuore e semplicità una parola di conforto, speranza e un’assicurazione nella preghiera. Sempre, quando torno a casa dopo un lungo pomeriggio al sole, come domenica scorsa, mi sento stanca ma felice perché anche questa volta il mio animo si è arricchito di qualcosa di nuovo".
Giulietta

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Maggio 2015