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Opera San Francesco per i Poveri
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Luglio 2015

LETTERA DI PADRE MAURIZIO

Spesso il riposo estivo è accompagnato dal proposito di leggere e per questo mi permetto di dare un consiglio: la lettura seguita, da riflessione, dell'Enciclica di Papa Francesco "Laudato si'". Sin dal titolo la lettera "sulla cura della casa comune" si collega al messaggio del Santo di Assisi, per riconoscere nella terra su cui posiamo i piedi "una sorella, con la quale condividiamo l'esistenza, e una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia" (n.1). Questa sorella "protesta per il male che le provochiamo, a causa dell'uso irresponsabile e dell'abuso dei beni che Dio ha posto in lei. Siamo cresciuti pensando che eravamo suoi proprietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla" (n. 2).
Il Papa venuto ‘dalla fine del mondo’ spiega con chiarezza perché nessuno possa tirarsi indietro ed essere indifferente alle cose del mondo: perché si tratta della "casa comune"! Tutti dovrebbero essere accomunati dalla stessa preoccupazione e dalla stessa responsabilità di fronte al mondo in cui viviamo. Il Papa si rifà al magistero dei suoi immediati predecessori e a quello del Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo, guida del mondo ortodosso, per avanzare la proposta di un'urgente "conversione ecologica" che abbracci tutte le dimensioni del rapporto della persona umana con se stessa e con l'ambiente in cui vive.

La posta in gioco è il futuro di tutti, anche se lo sguardo di Francesco è rivolto in modo prioritario ai poveri, che pagano il prezzo più alto; la sua riflessione spazia dai problemi dell'inquinamento ai devastanti cambiamenti climatici fino alla pericolosa espansione della "cultura dello scarto", che "colpisce tanto gli esseri umani esclusi quanto le cose che si trasformano velocemente in spazzatura" (n. 22). Conseguenze drammatiche sono "l'aumento dei migranti che fuggono la miseria aggravata dal degrado ambientale, che non sono riconosciuti come rifugiati nelle convenzioni internazionali e portano il peso della propria vita abbandonata senza alcuna tutela normativa" (n. 25). "Molti di coloro che detengono più risorse e potere economico o politico sembrano concentrarsi soprattutto nel mascherare i problemi o nasconderne i sintomi, cercando solo di ridurre alcuni impatti negativi di cambiamenti climatici" (n. 26). Una denuncia sociale e politica su argomenti concreti e stringenti: dall'acqua, bene primario trasformato "in merce soggetta alle leggi del mercato" (n. 30), alle ferite gravi inferte alla biodiversità, al deterioramento della qualità della vita, al degrado sociale.

I testi biblici a cui si riferisce l'Enciclica "invitano a coltivare e custodire il giardino del mondo" (n. 67), escludendo ogni "antropocentrismo dispotico che non s'interessi delle altre creature" (n. 68) e fondando una relazione di solidarietà fra l'uomo e la natura al cospetto dell'unico Padre celeste. La natura non può essere considerata "come qualcosa di separato da noi o come una mera cornice della nostra vita" (n. 139) e va risolta una "complessa crisi socio-ambientale. Le direttrici per la soluzione richiedono un approccio integrale per combattere la povertà, per restituire la dignità agli esclusi e nello stesso tempo per prendersi cura della natura". La responsabilità verso l'ambiente e le generazioni future richiede coraggio e lungimiranza e anche la disponibilità a fare passi indietro e raggiungere la sobrietà, valore inseparabile dalla solidarietà. Occorre educare all'alleanza tra l'umanità e l'ambiente, a cominciare dalla famiglia: la sfida ambientale si lega così a quella educativa, basata sulla consapevolezza delle proprie responsabilità, per agire sempre e ovunque in maniera ecologicamente sostenibile e solidale.

Parole di vita e speranza, di impegno e passione da leggere e da diffondere queste che il Vescovo di Roma lancia al mondo intero, coinvolgenti per ogni essere umano che si voglia persona libera e protagonista di un domani di vita piena per sé e per tutti.
Buona lettura e, per chi può, buone vacanze!

padre Maurizio Annoni

Leggi l'Enciclica

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Luglio 2015