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Opera San Francesco per i Poveri
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Gennaio 2016

L'IMPEGNO DI OSF PER LE VITTIME DELL'INDIFFERENZA

Celebrata per la prima volta il primo gennaio 1968, da allora la Giornata mondiale della Pace porta il messaggio del Pontefice ai capi delle nazioni e a tutti gli uomini di buona volontà invitando alla riflessione sul tema della pace. Il messaggio di questo inizio 2016 di Papa Francesco è “Vinci l’indifferenza e conquista la pace” e si sofferma sull’indifferenza che oggi ha superato l’ambito individuale - quello di chi chiude il cuore per non prendere in considerazione gli altri o si scansa per non essere toccato dai problemi altrui - per assumere una dimensione globale, nel fenomeno della “globalizzazione dell’indifferenza”. Il racconto di quanto accade in Opera San Francesco, e i numeri dei servizi offerti nel  2015, parlano dell’impegno a favore dei tanti che sono vittime dell’indifferenza. E’ la storia della solidarietà che ci lega con i nostri poveri, e permette loro di non sentirsi soli, di guardare al futuro ancora con speranza. Volontari, dipendenti e benefattori impiegano capacità e risorse in risposta alle necessità dei poveri. A cominciare proprio dai volontari, tante volte chiamati le colonne di OSF, perché garantiscono il funzionamento a pieno ritmo di tutti i servizi. Nel 2015 i volontari sono stati 795, 79 persone in più rispetto all’anno precedente, principalmente distribuiti tra poliambulatorio (288), mensa (142), centro raccolta (128), docce e guardaroba (87), area sociale (71).

Cambiano i flussi migratori, nelle rotte e nell’ampiezza, con la riduzione degli arrivi di profughi eritrei, sudamericani e dell’Europa dell’Est; se ne creano di nuovi con concentrazioni umane imprevedibili, come è accaduto in Stazione Centrale in seguito alla chiusura delle frontiere. OSF coi suoi quasi ottocentomila pasti offerti gratuitamente a pranzo e a cena in mensa, è riuscita a fronteggiare tutto l’anno la richiesta normale e quella straordinaria, perché la fame non riconosce il numero che fa ‘media’.  Sono aumentati gli accessi ai servizi di igiene personale che oltre al cambio di biancheria intima nuova offrono docce, pediluvi, barbe: le docce per gli uomini sono aumentate del 2,7%, mentre quelle per le donne del 13,7%, per un numero complessivo di accessi al servizio docce che supera le 66mila prestazioni. E anche i capi di abbigliamento, circa 151mila quelli raccolti e distribuiti, ha permesso di vestire di decoro e dignità i nostri poveri con 12.768 cambi d’abito, 54 in media al giorno. Abiti di lana, sacchi a pelo, coperte e anche candele, per contrastare il freddo e il buio della notte.

Il poliambulatorio, che conta sulla professionalità di ben 189 medici volontari, ha offerto agli utenti un servizio sempre più completo: odontoiatria, psicologia/psichiatria, ecografia, cardiologia, ginecologia, oculistica le prestazioni specialistiche più richieste; ma accanto alle quotidiane visite e alla medicina di base si sono sviluppati progetti di prevenzione per tutelare la salute dei migranti e, per effetto conseguente, quella di tutta la collettività. I nuovi conteggi per la distribuzione dei farmaci alterano i dati complessivi rendendo difficile il confronto con l’anno precedente: ma le oltre 33mila visite mediche e la continua presenza di italiani con ricetta alla distribuzione dei farmaci perchè non in grado di pagare il ticket sono una risposta più che eloquente di fronte alle difficoltà che si trovano attorno a noi. Un segnale anche dai servizi mirati all’inserimento sociale, passo indispensabile per riacquistare la dignità di persona: la valutazione e i percorsi di orientamento di oltre mille curricula e l’avvio di alcune ‘doti lavoro’ e contratti di assunzione; l’assistenza legale; gli impegnativi progetti di Housing First col passaggio diretto dei senza dimora dalla strada alla casa e l’ospitalità di alcune decine di ospiti sono tra le proposte più importanti dell’area sociale che gestisce anche lo sportello accoglienza, cioè il primo contatto con OSF. Il numero costante dei rinnovi delle tessere per accedere ai servizi può darci un’idea di quante sono le vittime dell’indifferenza accanto a noi: quasi trentamila.

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Gennaio 2016