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Opera San Francesco per i Poveri
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Marzo 2016

MILLE EURO IN NERO, TUTTO COMPRESO. ANNA RACCONTA

Arriva spaventata, e dice che si chiama Anna (tutti i nomi sono di fantasia). Ci vuole un po' per sciogliere la sua diffidenza, e perché si decida a raccontare qualcosa. Anna ha 55 anni ed è ucraina. Mano a mano che parla, sembra stupita del fatto che vogliamo ascoltare la sua storia, perché è brutta, e si schermisce, come se per mostrare la gratitudine per l’aiuto che riceve da Opera San Francesco fosse necessario avere una storia un po' più bella della sua. Le spieghiamo che vogliamo solo parlare con le persone che vengono a Opera San Francesco per spiegare come funzionano i servizi, e che il suo racconto fornisce lo spaccato della condizione di vita di tanti nostri utenti. Allora sì, Anna sorride, si apre, racconta. E’ a Milano da agosto, da quando è stata buttata fuori dalla casa dove lavorava come badante in un paese vicino a Milano. Pagata mille e cento euro in nero per occuparsi della signora Laura; notte e giorno, aveva giusto un paio di ore libere per andare a far la spesa per la signora e per se stessa, era comunque contenta, e voleva molto bene a Laura.

E' andata avanti così per più di tre anni fino a quando Luigi, il figlio della signora, una quarantina d'anni, ha pensato che per quella cifra poteva forse ottenere altri servizi, e ha cominciato a venire di notte. E' arrivato a ore impossibili diverse volte e Anna ha avuto paura e ha chiamato i carabinieri. Luigi non l'ha presa bene, ovviamente, l'ha licenziata in tronco ed è arrivata un'altra ucraina. Purtroppo della signora Laura nessuno si è occupato più. La storia di Anna finisce così, davanti a una porta chiusa, mentre Laura la chiama perché ha sete e ha bisogno di essere cambiata.

Oggi Anna dorme davanti alla chiesa di San Carlo a Milano, non ha soldi, non ha lavoro, deve fare i conti con una vita dove trova porte chiuse, come quella al suo paese dove sa di non poter tornare, come quelle dei suoi due figli, una femmina di 34 anni e un maschio di 30, dei quali non ha alcuna notizia. La sua è una storia brutta, ha proprio ragione.

Venire qui è per lei un momento di pace. Saranno una ventina le donne che aspettano pazienti il turno alla doccia, e intanto Paola, la volontaria, non sta ferma un momento per far sì che tutto funzioni, tempi, tessere, il cambio pronto con maglietta, reggiseno e slip, calze, e poi asciugamano, shampoo e crema… ma per tutte c’è una parola affettuosa, un sorriso, un abbraccio. Vogliono davvero bene alla loro volontaria Paola qui alle docce, si vede! Ora tocca ad Anna, e con le sue cose sottobraccio si avvia alla doccia, 15 minuti per lavare via, con l’acqua calda, anche i pensieri di una vita che sembra non offrire spiragli, ma solo porte in faccia.

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