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Opera San Francesco per i Poveri
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Marzo 2016

PRESENTATI AI ROTARIANI DUE PROGETTI SPECIALI

L’appuntamento con gli amici del Rotary cade, ormai da anni, nella seconda domenica di marzo. E’ un’occasione alla quale partecipano tanti soci, provenienti da diversi club di Milano, dalla sezione femminile degli Inner Wheel, oltre ai giovani dei Rotaract. L’incontro si è svolto quest’anno il 13 marzo, come sempre in un clima di calore e amicizia proprio perché ha per tema le attività di Opera San Francesco, con cui gli amici rotariani condividono mission e impegno. Dopo la celebrazione della S. Messa, l’incontro è proseguito nell’auditorium di via Kramer, dove Padre Maurizio ha dato il benvenuto a tutti i presenti, e ha introdotto due progetti, entrambi, se pur in ambiti molto diversi, dedicati all’aiuto di persone in condizioni di estremo disagio.

La dottoressa Alganesh Fessaha, eritrea naturalizzata italiana, Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana, insignita dell’Ambrogino d’oro dal Comune di Milano, fondatrice dell’associazione Gandhi, impegnata nell’aiuto ai profughi eritrei, ha raccontato del dramma della sua gente. “L’Eritrea - ha detto - versa in una situazione altamente drammatica, tanto da poter essere considerata una prigione a cielo aperto. Le persone che fuggono in cerca di una vita diversa (e tra queste anche donne con bambini e molti minori soli) impiegano mesi per raggiungere la costa mediterranea, seguendo due rotte: una attraverso il Sudan e l’altra attraverso l’Egitto e il deserto del Sinai, la zona più pericolosa. I profughi intraprendono, consapevolmente, un viaggio molto rischioso e drammatico durante il quale spesso finiscono nelle durissime prigione egiziane, o catturati dai beduini che li torturano per ricevere i riscatti dalle famiglie, o li vendono per alimentare il traffico d’organi”. Attraverso una cruda documentazione fotografica, che ha fortemente colpito e coinvolto il pubblico presente, la dottoressa Fessaha ha illustrato le sue attività coraggiose, attraverso le quali ha liberato finora oltre 600 persone prigioniere dei beduini e più di 3500 detenute nelle carceri egiziane e avviate con il corridoio umanitario verso l’Etiopia, che le accoglie nel campo profughi di Mai Ayni.

La dottoressa Alessia Cocco, responsabile del progetto Housing First, ci ha riportato nella nostra città raccontando in che modo è possibile contrastare la grave emarginazione adulta attraverso l’inserimento di senza dimora in appartamenti. La sistemazione in una casa rappresenta l’occasione per un riscatto, contribuisce a una maggiore consapevolezza di sé e delle proprie capacità, offre la possibilità di allacciare nuovi rapporti sociali e quindi è un primo passo per il reinserimento nella comunità. Anche il progetto Housing First è stato documentato con immagini: nel breve filmato si evidenzia il momento in cui viene proposto a tre senza dimora di abitare in una casa e le loro diverse reazioni a questa offerta.

Padre Maurizio ha premiato con la medaglia istituzionale di OSF il dottor Damaso Caprioglio, rotariano, grande benefattore dell’ambulatorio medico di Opera San Francesco e ha sottolineato la generosità dei rotariani, che con le loro donazioni hanno permesso di acquistare sacchi a pelo e calzature, indispensabili per le rigide giornate dell’inverno appena trascorso. Quindi tutti in mensa per il pranzo conviviale; l’atmosfera serena e cordiale non fa che consolidare il legame tra i rotariani e Opera San Francesco.

Padre Maurizio ha premiato con la medaglia istituzionale di OSF il dottor Damaso Caprioglio

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