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Opera San Francesco per i Poveri
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Giugno 2016

LA MIA MAMMA NON CAPISCE L'ITALIANO

Un ragazzino con la mamma, una giovane, una coppia di mezza età e un paio di uomini soli: nella grande e accogliente sala d’accettazione del poliambulatorio in questo momento le persone sedute non sono tante, e aspettano di esser chiamate. Il ragazzino ci guarda curioso e quando chiediamo di scambiare due parole non si lascia scappare l’occasione, ma la sua mamma, sorridendo, fa no con la testa. “Vogliamo solo conoscervi per raccontare la vostra storia, vogliamo presentarvi ai donatori e ai benefattori di Opera San Francesco”, spieghiamo, e il ragazzino, bel viso curioso e tutta l’energia trattenuta a fatica sulla poltroncina di plastica prima di tradurre per lei ci risponde: “Mia mamma parla solo albanese, non capisce l’italiano, io le faccio da interprete”. E dopo averle parlato - la mamma dice di no - si vede che gli dispiace, avrebbe senz’altro preferito far qualcosa per ingannare l’attesa, mentre la donna continua a sorriderci scuotendo la testa, e il figlio si arrende obbediente all’ordine materno, cordiale e fermo.

Poco più in là c’è una donna giovane, minuta, con occhi profondi e un trucco sapiente che li valorizza. Ancora sotto effetto dell’anestesia del dentista, parla sottovoce, con la bocca storta e questa cosa la fa ridere e la preoccupa insieme. Sonia, il nome è di fantasia, è georgiana, ha 27 anni. E’ arrivata cinque anni fa per visitare l’Italia da semplice turista e ha trovato l’amore: lui è italiano, lavora, fa il portinaio. “Ho creato una famiglia, abbiamo una figlia che ha due anni. e così sono qui. La prima visita che ho fatto in questo poliambulatorio è stata dal ginecologo, prima della gravidanza, ho fatto anche il pap test, mi hanno detto che andava tutto bene e non ho pagato niente. Per la gravidanza sono stata seguita al consultorio e anche la bambina ha il pediatra di base, ma io sono tornata qua perché avevo mal di denti e non potevo pagare il dentista. Davvero devo ringraziare, il servizio è molto buono, sono bravissimi tutti”.
Sonia ride e poi domanda “Ma ho il labbro storto?”. Sì in effetti ancora non è a posto. “Veramente? Ma perché è così? E’ sicuro che passa con l’anestesia? Mi preoccupo un po’”. Non ha male, ma ha bisogno di essere rassicurata, prima di continuare a raccontarci di lei. “In Georgia studiavo arte e lavoravo anche in un centro per bambini, uno di questi posti dove porti i bambini per giocare, una specie di ludoteca frequentata anche dalle famiglie. Mi manca, ma naturalmente con la bambina adesso non è possibile. Il mio compagno ha 37 anni, non è mai venuto qui perché per fortuna non ne ha bisogno! Io sono venuta con una mia amica, mi sono trovata subito bene, anche gli appuntamenti sono rapidi, una settimana, non di più, non ho pagato mai niente. Sono gentili, trovo gente veramente accogliente, devo sempre dire grazie a Opera San Francesco!”.

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Giugno 2016