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Opera San Francesco per i Poveri
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Dicembre 2016

LA LETTERA DI PIERO A GESÙ BAMBINO

Caro Gesù Bambino,
per me è strano scriverti. Non l’ho mai fatto. O forse da bambino, ma non me ne ricordo più. Ormai sono vecchio e stanco e quando sei come me sembra che tu non debba più chiedere e avere nulla dalla vita. Io ho sempre avuto poco. E non parlo di denaro, ma di affetti: mi sono spesso sentito poco amato e capito, anche quando solo non ero. Però ho sempre sentito la tua vicinanza.
L’ho scorta nelle cose di tutti i giorni, nella natura e nelle sue manifestazioni: il sole caldo che mi ha riscaldato, la pioggia che ha lavato via tutti i miei brutti ricordi, il vento che ha portato i messaggi dove volevo arrivassero. Per me tu sei anche questo, ma non solo.

Ora che la mia famiglia è solo un ricordo e la solitudine è la compagna di molti dei miei giorni, ti ho riscoperto in nuove forme, in volti diversi, in altri gesti. Da qualche tempo vado in Opera San Francesco, e lì mi sento meglio, per un po’.
Quasi tutti i giorni pranzo e ceno alla mensa di OSF e non mi sento né solo, né giudicato. Mi trovo bene. Sono uno come gli altri, un uomo in difficoltà che ha bisogno di aiuto. Condivido i pasti con altre persone che come me sono in un periodo difficile della loro vita ma restano dignitosi e rispettosi degli altri. Anche se non è facile. Spesso mi sento diverso, soprattutto quando sono per strada e, senza un posto in un dormitorio, devo passare la notte sulle panchine o sui marciapiedi.

Nella mia condizione, tutto diventa difficile, anche le cose più semplici: lavarsi, avere dei vestiti puliti, mangiare. E lo so che non capita solo a me, che sono tanti nella mia situazione, e forse merito un po’ quello che mi è successo perché in passato ho fatto dei “casini”, ma lo stesso spero che tu mi voglia ascoltare, perdonare se serve e aiutare.

Ecco, è questo quello che io ti chiedo per Natale, la tua misericordia per tutti, per me e per quelli come me che non hanno più nulla, ma anche per le persone che credono di avere tutto dalla vita ma invece hanno perso i veri valori dello stare insieme, le stesse facce che spesso mi guardano con commiserazione e pena per strada e che fingono di non vedermi. O peggio, mi disprezzano.
Vorrei che tu regalassi a tutti il dono della comprensione e della misericordia. Io in Opera sento di averlo ricevuto ed è il dono più grande che potessi farmi.

Grazie, Buon Natale
Piero

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