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Opera San Francesco per i Poveri
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Marzo 2017

IN ETIOPIA TRA INSTABILITÀ E POVERTÀ

È di pochi giorni fa la notizia in Etiopia di almeno 46 morti causati dalla frana di una discarica alla periferia di Addis Abeba. Una montagna di rifiuti - diventata nel tempo una vera e propria estesa collina in città - ha sepolto molte case e la povera gente che viveva proprio lì sotto. Un tragico avvenimento riferito dalle autorità della capitale etiope, in particolare dal portavoce della città, Dagmawit Moges, che ha raccontato di molte donne e bambini tra le vittime, persone che, quando è avvenuta la frana, si trovavano nelle abitazioni di fortuna costruite sotto la discarica Koshe. Una tragedia che non stupisce: la massa che si è riversata con tanta violenza sulle case e i suoi abitanti sono i rifiuti prodotti dai 4 milioni di residenti di Addis Abeba, scaricati nel sito che in realtà venne dismesso alcuni anni fa. Qui centinaia di persone ogni giorno si arrampicano tra la spazzatura alla ricerca di qualcosa da rivendere per pochi spiccioli che però possono significare la sopravvivenza.

La morte è quindi arrivata a causa del degrado e della miseria in cui versa molta parte del paese. Infatti, anche se l'Etiopia gode di relativa stabilità, a seguito di tensioni verificatesi in agosto e settembre 2016, il Governo etiopico ha proclamato lo stato d'emergenza in tutto il paese per un periodo di sei mesi.

E forse proprio da questa situazione è scappato Jamal, che usufruisce dei servizi di OSF da novembre 2016 e abbiamo incontrato in mensa. In inglese ci ha raccontato la sua fuga e la preoccupazione per la madre lasciata in Etiopia, di cui non sa più nulla.

Alcune zone poi sono più calde di altre: nel paese già a partire dal 2015 si sono registrate a più riprese violenze tra manifestanti e forze dell’ordine nello Stato regionale dell’Oromia. Nel corso del 2016, le tensioni sono ulteriormente aumentate in Oromia e si sono estese anche ad alcune località dello Stato regionale dell’Amhara. Al momento la situazione è rientrata nella normalità, ma permangono tensioni in entrambe le regioni: in Oromia si registrano sporadici incidenti tra manifestanti e polizia in località secondarie, mentre in Amhara nel gennaio 2017 si sono verificate due esplosioni ai danni di due hotel a Bahar Dar e Gondar (granate lanciate da ignoti), in aree normalmente non frequentate da turisti.

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