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Opera San Francesco per i Poveri
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Maggio 2017

VIVO IN POVERTÀ E STO BENISSIMO

Sta consumando il suo pranzo in mensa, Anna, una vecchietta sorridente con gli occhi chiari e una voce carezzevole. Veneta, arrivata a Milano nel ‘55 poco più che ventenne, ha iniziato come aiuto cuoca in un ristorante e non ha mai smesso di trafficare nelle cucine, prima di un locale, poi di un altro, e così tutti i giorni, fino a 73 anni. E di tanto in tanto alla sera, tolto il grembiule, andava a fare la barista. “Una volta si lavorava tante ore al giorno, io sono sempre riuscita a mantenermi dignitosamente col mio lavoro”. Anna sorride, con la mano ferma raccoglie le briciole di pane nel tovagliolo di carta che piega e mette in tasca: “E’ per i merli – spiega – tutte le mattine arrivano sul davanzale, ormai mi conoscono”. E’ un felice stupore quotidiano il suo, di fronte a ogni attenzione che riceve, ha quella capacità di cura e ascolto di chi per tutta la vita si è occupato di preparare il cibo per gli altri. “Si mangia bene, qui, e lo dico con competenza. I menù sono variati, e incontrano ogni gusto. Le porzioni sono abbondanti: a me avanza sempre qualcosa e me lo porto via per aiutare chi ha più bisogno di me. Frequento la chiesa come volontaria e cerco di dare una mano. In questo mondo c’è sempre così tanta gente che ha fame”.

Da 14 anni, tutti i giorni, Anna arriva per pranzo, elegante, curata e sempre sorridente. Ha 86 anni e vive della sua pensione, 500 euro al mese, e qui in mensa si sente a casa. “Ho incominciato a venire qui un po' di anni fa, allora c’era ancora la mia mamma, io lavoravo fino a tardi. Oggi la mia mamma non c'è più. Adesso ho una micina, piccola, affettuosa, gioca volentieri e mi tiene compagnia. Con un animale vicino, la solitudine non pesa. Sto bene di salute, ho una sorella e dei nipoti che ogni tanto vedo, qui posso anche chiacchierare con le persone che trovo, ho tutto quello che mi serve per vivere. Non possiedo niente, è vero, sono povera. Io vivo in povertà e sto benissimo”.

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