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Opera San Francesco per i Poveri
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Giugno 2017

IL VOLONTARIO: VELOCE, EFFICIENTE, ACCOGLIENTE

Sulla trentina, modi spicci e decisi, il nostro volontario Fabrizio è un ottimo esempio di efficienza meneghina: da un paio di anni è uno degli ingranaggi del collaudatissimo team ‘docce uomini’ costituito da quattro persone, del quale ci racconta il funzionamento. Libero professionista, dedica una mattina alla settimana, il martedì, a OSF; mentre parla non perde di vista l’orologio e il foglio su cui ha segnato i tempi di ingresso.

“Ho fatto domanda come volontario e dopo un breve affiancamento sono arrivato qui. Mi trovo bene perché tutto è organizzato al meglio, la differenza la fa la squadra, se qualcuno viene per passare del tempo o combattere la solitudine diventa un intralcio per tutti. Questa mattina nella prima ora e mezza abbiamo fatto 50 docce, nella seconda parte della giornata 35: 15 docce in meno significa 15 persone che vogliono fare la doccia e non la possono fare. Più sei veloce, più aiuti chi sta fuori, per questo io ci tengo moltissimo a rispettare i tempi”.
Intanto è tutto un giro di porte, di numeri, di tessere, chi viene a prendere il rasoio, chi invece vuole soltanto la crema, e va via contento. “Ho finito i fazzoletti, mi dispiace, se vuoi il profumo te lo metto”. Fabrizio non perde d’occhio l’orologio, controlla, consegna, sempre col sorriso e con una parola scherzosa chiede al suo ‘collega’ di sollecitare la doccia numero 5.

Tutti hanno un giorno prestabilito, quindi un po’ li conosco, so chi è problematico, quello con cui parlare di calcio, quello a cui chiedere dei figli. La routine è collaudata: l’ospite entra, consegna la sua roba che va in un armadietto, gli danno un numero, poi viene da me, lo assegno alla doccia libera, gli do maglietta, mutande, calze, il telo per asciugarsi e il bagno doccia e prendo nota dell’ora in cui entra. A dieci minuti bussiamo, chiedendo di chiudere l’acqua, così restano ancora 5 minuti per asciugarsi e vestirsi. Rispettando i 15 minuti, riusciamo ad arrivare anche a quasi un centinaio di docce in una mattina!”.

Intanto altri volontari seguono le barbe e i pediluvi che sono servizi a frequenza quotidiana, e appena le postazioni sono libere – due per i pediluvi e 5 per le barbe – Fabrizio organizza il traffico. Chi esce dalla doccia ripassa a prendere rasoio e asciugamano per la barba, assieme a chi chiede i kit di sapone, calze e asciugamano per i pediluvi, oppure fazzoletti o crema per il corpo – “E’ soprattutto la gente di colore chiede crema per il corpo, il nostro clima è più secco” – o ancora tagliaunghie o forbicine. La tessera di OSF è la magica chiave per tutti i servizi, in un meccanismo oliato nel quale l’organizzazione è rodata. Prima di andare, si ripassa a prendere le proprie cose all’armadietto, e avere una camicia, una felpa, una maglietta, a seconda della stagione.

“Le cose che chiedono sono le cose sportive, semplici, sono quelle che hanno addosso tutti. Chi sta in strada non vuole differenziarsi dagli altri. Visivamente, deve scomparire dentro la folla. Loro vogliono essere come tutti. Un paio di calzoni di fresco di lana forse sono un prodotto migliore, ma i jeans per loro sono molto meglio, perché li fanno sentire uguali alle altre persone in giro. Diventano come te, come me, tutti uguali”.

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