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Opera San Francesco per i Poveri
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Settembre 2017

LETTERA DI PADRE MAURIZIO

Poche settimane ci separano dall’inaugurazione e dalla riapertura della nuova Mensa in Piazzale Velasquez gestita da OSF.
In questi giorni in molti si sono interessati ai lavori, hanno chiesto informazioni sulla gestione e sull’impiego dei volontari, hanno contribuito economicamente alla realizzazione dell’opera.

A tutti va il mio più caro ringraziamento perché, anche se ancora lontani dal raggiungimento dell’obiettivo, i benefattori hanno mostrato generosità e partecipazione. Così pure un grazie speciale agli 88 volontari che inizieranno dal 12 ottobre il loro impegno di servizio ai poveri.

La mensa rimanda al problema della fame che rappresenta certamente una delle tante emergenze della nostra metropoli.
Si dice spesso che a Milano si muore di freddo, ma non di fame. Ed è vero. Eppure l’intero discorso del cibo è tutt’altro che marginale, e allo stesso tempo attraversato da livelli diversi di complessità.
C’è la fame radicale di chi non ha nulla, di coloro che vivono per strada; c’è quella di chi ha qualcosa, ma non è abbastanza oppure passa uno o due giorni senza nulla nello stomaco; c’è la fame dei pensionati che arrivano a fine mese senza soldi e si recano alle file di distribuzione degli alimenti. C’è la fame di chi va dal panettiere per avere qualcosa in regalo, e quella di chi prende gli avanzi del mercato di quartiere. Ma c’è anche la fame di chi riesce a saziarsi con diete ripetitive e di scarsa qualità alimentando così l’ulteriore problema della fame nascosta, la sotto nutrizione dovuta a carenza di vitamine e proteine.
La descrizione di chi “vive la fame” potrebbe continuare presentando dati, il punto di vista demografico, la provenienza, l’età, le condizioni di salute.

Le analisi da scrivania (necessarie e utili) devono tradursi in azione, in risposte concrete. È così che intendo la seconda Mensa di Opera San Francesco: il diritto al cibo è un valore che non solo deve essere garantito, ma che deve essere custodito. La nuova Mensa cercherà di aiutare persone che, a causa del precario stato di salute o per anzianità, hanno bisogno di una dieta appropriata. Perché a volte non è sufficiente donare un pasto, c’è bisogno di una qualità che risponda alle esigenze di chi chiede. Nel DNA di Opera c’è sempre stata premura nei confronti dei poveri. Voglio (e lo dico a me stesso innanzitutto) che il livello di attenzione nei loro confronti cresca memori del pensiero di Fra Cecilio che, di fronte a coloro che chiedevano di mangiare, intuiva che l’uomo, la persona non ha bisogno di solo pane. L’accoglienza, l’aiuto, la carità, il sevizio declinano la relazione con il povero/persona, con colui che la misericordia del Signore ci affida.

È con questo spirito che desidero incontrare i volti di coloro che arriveranno nella nuova Mensa. Volti nascosti di uomini e di donne che hanno fame, ci interpellano e ci chiedono di prendersi cura di loro.

Grazie ancora a tutti coloro che con il loro aiuto hanno reso possibile questa opera al servizio degli ultimi.

padre Maurizio Annoni

 

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