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Opera San Francesco per i Poveri
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Novembre 2017

ADESSO SONO UNA PERSONA DIVERSA

"Ho imparato a riconoscere le emozioni e so controllarmi; prima ero come in prigione, la mia anima incatenata all’alcool". Paolino, 45 anni, bel viso mite e dolce e un sorriso timido che ispira simpatia, ha appena terminato il colloquio settimanale con la sua psicologa all’ambulatorio di Opera San Francesco. Nulla lascia trasparire il baratro che si è lasciato alle spalle.

Pugliese trapiantato giovanissimo a Milano, muratore, a 29 anni è già padre, ma in poco tempo la morte della mamma, la separazione dalla compagna, la perdita del lavoro lo spingono verso la dipendenza, droga e alcool, in una spirale vorticosa e distruttiva.
"Dormivo in un garage al freddo, ho passato momenti bruttissimi, ho visto cose orribili, amici morire e dietro c’era altro", qui taglia corto Paolino abbassando la voce e lasciando intravedere l’ombra non lontana della malavita organizzata. "Ero diventato una bestia, un mostro di cattiveria, ma per fortuna avevo ancora la libertà di scegliere". Sono le due costole rotte in una rissa a segnare l’inizio del percorso di recupero e disintossicazione.

"Con la psicologa ho cominciato ad aprirmi, ad avere fiducia, mi sono avvicinato a mio figlio. È un ragazzone di 16 anni molto intelligente e molto sensibile e studia da aiuto cuoco: non prendere esempio da papà, gli ho detto, non fare i miei sbagli, mettici impegno e buona volontà. Adesso, dopo cinque anni di terapia psicologica io sono una persona diversa, ho preso la terza media, ho fatto anche un torneo internazionale di calcio, avrò l’alloggio del comune di Milano. Mi hanno liberato dalla malattia della dipendenza ma non posso dire di essere arrivato al traguardo".

Sorride adesso Paolino: "il traguardo dura tutta la vita, e per me significa impegnarmi ad aiutare gli altri e avere l’umiltà di farmi aiutare quando ho bisogno".

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