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Novembre 2017

PINO JODICE 'PER ME LA MUSICA È DI PER SÈ SOLIDARIETÀ'

Il titolo del concerto è “Tribute to Miles”, come mai la scelta di Miles Davis e perché “Kind of blue” e questo nuovo arrangiamento?
J: Miles Davis è un caposcuola, rappresenta per il jazz il gotha, la massima espressione dal punto di vista sia didattico che creativo. L’impronta di Miles la si sente anche nei giovani emergenti del jazz mondiale. I suoi pezzi in questo caso verranno eseguiti dalla Verdi Jazz Orchestra - nome che ho suggerito io alla Direzione che l’ha accettato con entusiasmo - questa straordinaria orchestra formata dai migliori studenti del Conservatorio, affiancati da alcuni tutor che sono docenti ed ex allievi del Conservatorio, ormai maestri e grandi professionisti del settore. Due generazioni a confronto quindi che studiano e suonano insieme: questa è la vittoria della didattica perché significa che abbiamo vinto tutti, sia gli allievi che noi maestri. E anche il Conservatorio. Vuol dire inoltre che non ci sono più barriere tra chi insegna e chi è qui per apprendere. L’orchestra inoltre ha debuttato 3 anni fa proprio con questo programma, quindi è un “ritorno”.

“Kind of blue” è il disco del mondo, quello che ha venduto più di tutti, 10 milioni di copie in tutto il mondo, disco del 1959 pubblicato da Columbia Records.

Come è nata la collaborazione con Fresu per questo progetto?
J: Con Paolo ci conosciamo da tantissimi anni, con lui ho collaborato con la PMJO Parco della Musica Jazz Orchestra (orchestra residente dell’Auditorium Parco della Musica di Roma fino al 2009), orchestra con la quale facevamo 33 concerti l’anno…e con Fresu diversi concerti non tutti…
Da lì è nata una collaborazione e anche recentemente ha suonato in un orchestra che abbiamo a Napoli. È nata una passione reciproca, sia per la mia scrittura, che per la sua versatilità. Paolo infatti riesce in qualsiasi contesto a integrarsi e ad essere molto camaleontico.

Musica e solidarietà, è un buon connubio?
J: La musica di per sé, per quanto mi riguarda, è solidarietà. Molti la chiamano la medicina dell’anima. Esprimere la creatività in musica significa dare qualcosa d’importante al prossimo, a tutte le generazioni. È educativa, curativa, serve a tutti. Quindi il messaggio musica e solidarietà quindi è sicuramente in empatia.

Se dovesse dire qualcosa per invitare il pubblico ad ascoltare il concerto, cosa direbbe?
J: Dovrebbero venire ad ascoltarci perché ci sono dei giovani musicisti che io chiamo “Angeli in cerca di un sorriso” come diceva una canzone di Pino Daniele, sono dei visionari, che sognano di fare questa professione e vedere l’entusiasmo di questi ragazzi è già una motivazione e poi sono bravi. Si avranno davanti dei professionisti, non degli studenti e il merito è di tutto il dipartimento di jazz di Milano guidato dal maestro Tracanna, e alla direzione di Cristina Frosini.

A Cristina Frosini, direttrice del Conservatorio di Milano facciamo la stessa domanda, perché i milanesi dovrebbero partecipare a questo concerto?
Perché sentirebbero un’orchestra assolutamente all’altezza di una formata da professionisti, con però l’energia dei ragazzi, dei ragazzi bravi che vogliono emergere affiancati da alcuni tutor. Quindi la freschezza, la voglia di dire delle cose e il sorriso nel dirle. Ogni volta che vado a questi concerti mi si riempie il cuore, sono felice di ascoltarli, ecco perché venire, perché questi ragazzi hanno voglia di fare musica e farla tutti insieme. Il jazz è democratico, lo dico sempre, perché sono tutti lì e sono tutti protagonisti, anche se ci sarà un grande artista come Fresu, gli altri non sono “operai”. C’è spazio per tutti. Si lavora insieme alla pari. Ed è estremamente importante. Ogni nostro concerto inoltre è legata a un’associazione, cerchiamo quindi per quanto possibile di sostenere chi ne ha bisogno.

J: Poi c’è la grande musica, per questo bisogna venire. Con un arrangiamento nuovo, per il quale non mi sono risparmiato. Chi verrà troverà un “Kind of blue” rinnovato, più fresco, restaurato in modo moderno perché è comunque un disco che ha qualche anno. Aggiungo che non è mai stato fatto per orchestra, perché è un disco per quintetto, quindi è un progetto nuovo, quasi una prima. I ragazzi si misureranno con un programma impegnativo e non deluderanno. Anche i più grandi si sono inchinati davanti a questi giovani.

L’appuntamento è quindi per questo concerto esclusivo che permetterà al pubblico di festeggiare il Natale all’insegna della grande musica d’autore e, al contempo, di tendere la mano alle persone più bisognose.

Mercoledì 20 dicembre alle 20:30 al Teatro dal Verme di Milano in via San Giovanni sul Muro. I biglietti sono acquistabili in teatro o su www.vivaticket.it.

Per informazioni e prenotazioni:
Aragorn 02/465.467.467, da lunedì a venerdì - ore 10/13 e 14/17 biglietteria@aragorn.it

Pino Jodice

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