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Opera San Francesco per i Poveri
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VITA COMUNE DEI VOLONTARI

LE PAROLE DI FRA MARCELLO
 

GRAZIE!

 

 

Pace e bene a tutti.

Un saluto riconoscente a Padre Giansandro: le sue consegne, la sua fiducia, la sua disponibilità mi stanno aiutando moltissimo.

Un abbraccio col cuore ai volontari che non hanno potuto essere qui, in particolare a chi sta attraversando un periodo di fatica a motivo della salute o di altre sofferenze.

Novecentocinquantanove persone meravigliose: questi siete voi ai miei occhi.

Persone meravigliose... è il pensiero che faccio dopo ogni colloquio di accoglienza che svolgo: ho già incontrato 56 aspiranti volontari, e la sorpresa continua...

Vado chiedendomi: ma chi è una volontaria/un volontario?

Per rispondere mi ispiro al Vangelo di oggi, terza domenica di Avvento dove ci viene narrata la "autopresentazione" di Giovanni il Battista, l'amico più intimo di Gesù.

  • Il volontario ha un suo nome (= si porta dentro la sua vita).
  • Sa chiamare per nome i suoi compagni di servizio e le persone in difficoltà che serve.
  • Il volontario è chiamato a essere testimone di uno sguardo d'amore più grande di lui, uno sguardo da cui lui stesso si sente abbracciato.
  • Per chi è credente, questo sguardo è quello di Dio che riconosce sempre l'immagine amata del suo Figlio Gesù sul volto di ogni persona umana, in qualunque condizione si sia "ridotta".
  • Per chi non crede, questo sguardo è quello della ragione pura, purificata, che decide di riconoscere a ogni persona il suo diritto nativo a essere amata e ad amare, a essere sempre il primo valore, come recita la Dichiarazione universale dei Diritti dell'uomo, prima e contro ogni riduzione della persona stessa a strumento insignificante e scartabile per il benessere di pochi.
  • Credenti e non credenti lavoriamo insieme perché nessuno si senta uno "scarto di produzione", come ci ha ricordato Papa Francesco.
  • Insieme siamo chiamati a essere umili e appassionati testimoni (come Francesco d'Assisi del quale fra Cecilio è immagine) che questo sguardo d'amore esiste, che noi lo avvertiamo su noi stessi, che a nostra volta lo possiamo donare.
  • Ogni volontario può diventare un donatore d'amore intelligente, un seminatore della speranza che, all'interno di una relazione umana di rispetto e di amore, il riscatto dalla miseria è sempre possibile.
  • E tutto questo nel silenzio sorridente e operativo di chi sa che non riuscirà a risolvere tutti i problemi delle nostre persone (gli utenti...) ma decide che l'unica cosa amorevole e intelligente da fare è custodire la dignità (e quindi la possibilità della speranza) in ogni utente=persona ferita dalla vita, anche quando sei cosciente che il tuo gesto non verrà ricambiato, che la tua gentilezza e il tuo rispetto verranno letti come debolezza.
  • Noi volontari continueremo ad amare e rispettare, perché crediamo in un Dio Amore che si è fatto persona umana povera e braccata, perché crediamo in un ragione pura, purificata da ogni individualismo corrotto e prepotente.
  • Questa ragione purificata non riconosce muri o confini spinati tra le persone, così come non li vedono gli astronauti dalla Stazione spaziale internazionale.

Per finire un grazie a Padre Maurizio per il suo esempio appassionato e fermo.

E ancora un grazie stupito a tutti e tutte e buon Natale di Gesù!