Giorgio si è perso ma anche grazie a OSF spera di ritrovarsi

Giorgio, utente alle Docce

Giorgio ha 60 anni ed è originario di Mantova. Si è appena fatto la doccia, cambiato d’abito e sbarbato: ha un bell’aspetto e non si direbbe mai che dorme per strada. Ora sta a Milano, da parecchi anni, ci dice forse più di 10. La sua è una storia particolare ma come molte che ascoltiamo qui in Opera, l’ha portato a una condizione di totale indigenza e quindi di difficoltà. Ora non lavora e non sa come vivere.

Ha girato molto in passato, sin dall’età di 18 anni: è stato in India, ad Hong Kong e per tantissimi anni nelle Filippine dove si è anche sposato e ha avuto un figlio che oggi ha 34 anni. Durante il periodo del matrimonio la famiglia al completo ha trascorso anche dei periodi in Italia, ma poi hanno deciso di vivere stabilmente nei pressi di Manila. Giorgio si occupava di animazione per i bambini e di piccoli spettacoli, è stato un artista di strada. Il matrimonio ha cominciato a vacillare quando ha cominciato a fare avanti e indietro dall’Italia per lavoro, finché non è più tornato dalla moglie e dal figlio. Ora sono quasi 2 anni che non li vede entrambi. Qui in Italia viveva in una sola stanza, ce la faceva appena ma poi è stato colpito dalla depressione. Non aveva più una famiglia, né d’origine, né la sua, e non aveva più mezzi per sopravvivere. Ha dormito e dorme spesso ancora oggi in Centrale, in stazione, e ci racconta: “Io dormivo benissimo lì, avevo un sonno completo, cosa che prima non accadeva, lo so che è strano. Poi però si avvicinava l’inverno e non avevo abiti adatti. Per lavarmi andavo nelle biblioteche, per mantenermi decoroso, perché ci tengo molto. In tutto questo poi ho perso anche la fede, quindi non avevo alcun conforto. Ho pensato di farla finita, più volte. Ma poi ho incontrato Opera San Francesco. È successo così: andavo spesso da delle suore che mi davano del cibo e mi hanno indicato loro OSF per avere degli abiti. Non mi sembrava vero: mangiare due volte al giorno, lavarsi, avere indumenti puliti. Sono stato anche al Poliambulatorio perché mi hanno rubato una borsa con gli occhiali ed ero perso senza. Poi ne ho recuperato un altro paio.

Se penso a domani non so davvero cosa farò: soprattutto soffro per mio figlio che non ho lasciato bene. È una persona che ha problemi psichici e sono in pena per lui. Ma è tutta colpa mia. Io sono un idiota, le mie scelte sono state tutte sbagliate e ora ne pago le conseguenze. Non posso dire altro. Mi sono lasciato andare, non riesco a reagire, almeno adesso”.