Lettera di Padre Maurizio

Siamo entrati a pieno del nostro 60° anno di attività e sono felice che questo abbia significato, già in questi primi due mesi, una concreta apertura delle porte di Opera San Francesco ai cittadini.

Grazie all’iniziativa “Volontario all’Opera per un giorno” OSF ha fatto e farà entrare all’interno dei suoi Servizi uomini e donne noti che condividono con Opera i valori di accoglienza, rispetto e cura. In questo modo avranno modo di conoscere a pieno e senza filtri quale sia il quotidiano impegno che la nostra realtà si assume nei confronti della comunità. Incontrare i volontari che donano il proprio tempo e il proprio entusiasmo agli altri, stringere le mani e ascoltare le storie degli ospiti di Opera San Francesco, sono certamente il modo migliore per diffondere il nostro messaggio di aiuto e speranza.

Tra i primi a indossare il grembiule e il badge di OSF ci sono stati Demetrio Albertini, Antonio Albanese e il Sindaco Beppe Sala. Con simpatia, buona volontà e insieme professionalità hanno fatto ciò che tutti i giorni i nostri volontari fanno: si sono messi a disposizione del prossimo in cerca di aiuto ricevendo in cambio solo un “grazie”.

Questo progetto è uno dei modi in cui vogliamo fare capire alla collettività che Opera San Francesco è aperta a tutti, certo, ma è anche di tutti. Di ogni milanese, ma anche di ciascun cittadino ritenga che chiunque abbia diritto a un’esistenza dignitosa. Un messaggio importante, specie in questi tempi difficili e incerti, dove l’attenzione per l’altro, più debole e fragile, sembra perdersi nei meandri di politiche senza cuore.

Sempre nell’ambito della dignità e del rispetto è l’altro evento di cui leggerete in questa newsletter: domenica 10 marzo Opera San Francesco si adopererà in collaborazione con l’associazione Retake Milano, per restituire decoro ai muri esterni della storica Mensa di Corso Concordia. Un’operazione di cleaning (pulizia) ma soprattutto la volontà di impegnarsi a rendere anche i luoghi di OSF dignitosi per gli utenti, i cittadini e i volontari.

Ripensando a questi e ai prossimi appuntamenti che attendono Opera San Francesco non posso che riflettere sull’importanza della condivisione, dello stare insieme e agire in sintonia per migliorare le cose. Opera San Francesco ha messo a disposizione una struttura, delle competenze professionali e l’esperienza di anni, ma cosa faremmo senza la generosità dei nostri benefattori, senza il lavoro dei volontari, senza l’entusiasmo di chi ci segue con affetto? Poco o nulla.

È difficile, da soli, affrontare la povertà. Mentre insieme siamo in grado di garantire un quotidiano abbraccio ai poveri perché OSF sia, per tutti, il luogo dove rinasce la speranza.

Padre Maurizio Annoni