OSF è un’organizzazione eccellente

Dottor Fremder quando è venuto in contatto per la prima volta con la realtà di Opera San Francesco?
È da una ventina d’anni circa ormai che conosco OSF. Tutto è iniziato scrivendo a Padre Maurizio: gli dissi che mi avrebbe fatto piacere incontrarlo. OSF è un’istituzione che conoscevo e apprezzavo qui a Milano, un esempio unico e volevo capire come aiutare questa realtà. Inoltre io personalmente sono molto legato alla figura di Fra Cecilio e ai cappuccini in generale. L’incontro con Padre Maurizio – una persona speciale, di grande apertura – è stato proficuo. Gli chiesi come vi avrei potuto aiutare e mi disse, con grande concretezza, che i poveri in inverno avevano bisogno di coperte e ne mancavano sempre e allora decisi di sostenere OSF acquistandone 5000 attraverso una donazione dell’azienda multinazionale di cui ero CEO. Così iniziammo la nostra collaborazione. Poi ho continuato a starvi accanto economicamente a titolo personale, con la mia azienda, nata nel 2010. Riuscire ad aiutare economicamente chi giorno per giorno è accanto ai poveri, quindi OSF e i suoi volontari, mi fa star bene.

Come descriverebbe oggi Opera San Francesco?

OSF è un’organizzazione eccellente, che non lascia niente al caso, in ogni suo servizio: a partire dalle cucine – basta visitarle per rendersi conto – per finire a come vengono trattate quotidianamente le persone che vi si rivolgono, all’aspetto psicologico che non viene trascurato sia dai volontari che dagli operatori. Ciò che OSF fa non è solo un’opera buona nei confronti di tutti, ma un tentativo di inserire queste persone fragili nella società.

Come si sente ad aiutare OSF?
Quel che faccio lo faccio con gioia. Ma l’aiuto che posso dare io o gli altri donatori è minimo rispetto a ciò che voi fate ogni giorno. Chi dona lo fa sempre col cuore, perché non si mette mano al portafoglio se non ci si crede davvero. Per me è un piacere enorme soprattutto perché so che i fondi verranno utilizzati al meglio. Io vedo che in OSF, in tutti quelli che ci lavorano, c’è un comune denominatore fantastico che vi caratterizza.

Cosa significa per lei solidarietà?

Solidarietà è capire che il prossimo ha bisogno, è donare amore. Il prossimo ha bisogno di te, chiunque esso sia. E non parlo solo in termini economici. C’è ancora tanta strada da fare in questo senso. Secondo me la nostra evoluzione dell’anima è ancora lontana.