La storia di Arnalda

Arnalda alla Mensa di OSF

Quasi 2500 persone al giorno frequentano le nostre Mense. Ora che si avvicina l’inverno, gli ospiti che riempiono quella di Corso Concordia sembra abbiano ancor più bisogno del solito. Chi vive per strada si porta dietro tutta la propria “casa”: coperte, sacco a pelo, cartoni, carrellini… tutto ciò che ha.

Poi c’è chi invece apparentemente sembra essere in una condizione migliore, sembra. Una di queste persone è Arnalda. L’abbiamo incontrata poco tempo fa, era socievole e aveva voglia di raccontarci la sua storia.

Arnalda è di Cremona, ha 62 anni e sul suo viso ha tutti i segni di una vita dura e senza gioie. Sembra più vecchia di ciò che è ma capiamo bene il perché.

A Milano vive da molti anni, ma sono tanti anche quelli passati tra i Servizi di Opera San Francesco, la Mensa soprattutto, quella di Corso Concordia. Qui viene per consumare un pasto caldo, spesso sia a pranzo che a cena. Non può permettersi di fare la spesa e forse non ha nemmeno una casa sua dove stare.

Non vuole dircelo. E noi non insistiamo per non metterla a disagio. In OSF ha trovato aiuto da quando la sua vita è cambiata. La morte del figlio infatti l’ha gettata nello sconforto più assoluto e senza un marito e una famiglia a cui appoggiarsi, tutto è precipitato. La sofferenza per questa inconsolabile perdita le ha tolto la speranza di un futuro felice.

Ci dice parole durissime, “Ho perso un figlio, è la cosa più terribile che ti possa accadere. Pensavo di morire dal dolore. E se non ci fosse stata Opera, forse mi sarei suicidata dalla disperazione”, ma subito dopo ci tiene a farci sapere che è grata a OSF, all’aiuto che ha avuto qui. Ci racconta che quando viene in mensa si sente meglio, almeno per un po’. E per lei, ora, è molto.

Incontrando persone come Arnalda, l’impegno di OSF, quello dei volontari e di tutte le persone che ci sostengono con la loro generosità, diviene concreto, visibile a tutti. E di questo siamo felici.