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Opera San Francesco per i Poveri
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Settembre 2009

LETTERA DI PADRE MAURIZIO

Caro Amico, cara Amica,
nel mese di agosto sono continuate le attività di Opera San Francesco perché la povertà non va in vacanza e tanti poveri hanno trovato una risposta alle loro necessità in una Milano calda e vuota. Quante necessità si incontrano soprattutto in questo periodo dove la solitudine, la lontananza da casa, la mancanza di punti di riferimento si accentuano!

Ci sono necessità del cuore, quando la gente è sola, anziani privati anche negli affetti più cari; gente smarrita e straniera, immigrata e immersa in una società che vive nella paura il confronto con l'immigrazione; tutti cercano parole di stima, di comprensione e gesti affettuosi.

Ci sono necessità dell'anima, dove c'è bisogno di ridare a ciascuno il senso della vita, della sofferenza, della perseveranza nella prova, il senso della gratuità e dell'amore sincero.

Ci sono necessità del corpo. Il bisogno di mangiare, lavarsi, vestirsi. La necessità di un lavoro e di una casa, di soldi, di una solida speranza per il futuro. Ci sono necessità urgenti che pongono domande e richiedono risposte tempestive per non penalizzare ulteriormente il disagio di molte persone.

La risposta alle innumerevoli necessità che quotidianamente incontriamo è innanzitutto (ma non solo!) l'azione solidale che si svolge nei confronti dei poveri tesa a ricercare il vero bene dell'altro. È necessario nel contempo tener viva una forte ragione solidale: questa ragione elabora e costruisce pensieri che non si chiudono come muri invalicabili di fronte alle vere necessità degli altri; bisogna promuovere conversazioni che non favoriscano l'intolleranza; frenare sentimenti di chiusura e di astio verso categorie di persone in modo indistinto e massificato; bisogna reagire di fronte a una comunicazione dei mass media che mostra ciò che la classe politica ed economica vuole far vedere.

Di fronte all'ampio scenario della povertà e dell'immigrazione, tre cose temo soprattutto: la paura, l'indifferenza e la superficialità. Se da una parte Opera San Francesco continua il suo quotidiano aiuto agli ultimi, dall'altra parte, forte di cinquant'anni di esperienza, ha il compito di rinnovare l'appello alla responsabilità di tutti e di ciascuno perché il miracolo della solidarietà si ripeta sempre, soprattutto nei momenti più difficili.

È un "miracolo" che può essere compreso da tutti, grazie alla luce della ragione umana e con l'impegno di ciascuno sensibile e aperto alle necessità dei fratelli.

Per superare la paura, l'indifferenza e la superficialità dobbiamo guardare alla figura del buon samaritano: in lui troviamo Gesù che non solo si ferma, cura e soccorre quell'uomo ferito, ma coinvolge gli altri perché abbiano cura di lui. Gli altri siamo noi, coinvolti dal Signore nel progetto di solidarietà e di carità.

 

      padre Maurizio Annoni

 

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Settembre 2009