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Opera San Francesco per i Poveri
Opera San Francesco per i Poveri
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Ottobre 2009

LETTERA DI PADRE MAURIZIO

Caro Amico, cara Amica,
tra qualche giorno Opera continuerà le celebrazioni per ricordare i suoi 50 anni di presenza e di servizio ai poveri.

Tra gli eventi proposti è prevista una mostra che ripercorre mezzo secolo di storia. Uno dei primi pannelli della mostra è dedicato a San Francesco, il Santo di cui Opera porta il nome. E' a lui che dobbiamo guardare, è da lui che dobbiamo imparare: Francesco è testimone e profeta, è un dono di Dio agli uomini e donne di ogni tempo, è "parola di Dio" che scuote le coscienze, che provoca ad una missione, ad un impegno serio e costante.

Perché Francesco è ancora oggi testimone e profeta?

Innanzitutto per il suo cammino di consacrazione a Dio, radicale e totale. Radicale perché lo afferrò nel profondo del suo animo, totale perché investì il suo pensiero, la sua azione, la sua vita per sempre.

Francesco vive una profonda relazione di amore con Gesù Cristo, che accoglie come Figlio di Dio fatto uomo (ricordiamo il Natale di Greccio) e nell'esperienza contemporaneamente dolorosa e gloriosa della passione e della Croce (è il santo che porta nel suo corpo le stimmate).

Francesco incontra il Signore nel Vangelo e vuole che la sua osservanza diventi regola di vita per sé e per i frati. Vuole vivere il Vangelo senza compromessi, senza mezzi termini, vuole testimoniare il Vangelo senza timore dell'ambiente ostile o senza curarsi dell'effetto che una parola ferma e rigorosa possa avere; la sua coerenza all'impegno di seguire il Vangelo sine glossa (senza alcun commento) è massima ed è questa coerenza che caratterizza la sua appartenenza al Signore.

Una consacrazione a Dio così totale avrebbe potuto esigere l'eremo o il monastero ma il Vangelo non chiede l'allontanamento dalla vita sociale. Francesco si stacca dalla sua famiglia, ma non dalla sua città; abbandona le amicizie e le abitudini mondane, ma resta in mezzo alla sua gente; da ricco che era si fece povero, ma non va lontano a nascondere la propria povertà, anzi la propone come mezzo per raggiungere Dio.

Francesco si pone al servizio dell'uomo, di qualunque uomo: vivere il Vangelo alla lettera significa non escludere nessuno nel segno del comandamento dell'amore. Amò i suoi frati, anche quando gli disobbedivano o alteravano il suo ideale. Amò i ladroni fuori legge, gli eretici, i ricchi e i poveri, senza distinzione di classi, i credenti e gli infedeli. Tutti erano dono di Dio e come tali erano oggetto del suo amore. In ogni creatura vede un segno forte della presenza di Dio e della sua gloria.

Francesco ispiri a tutti noi che lo preghiamo o che lo riconosciamo come grande uomo, testimone e profeta, di avere nei confronti di ogni uomo soprattutto povero e sofferente sentimenti di ascolto, di accoglienza e di aiuto.

Laudato sii o mi Signore per averci donato San Francesco.

 

      padre Maurizio Annoni

 

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