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Opera San Francesco per i Poveri
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Luglio 2010

L'ESCLUSIONE SOCIALE IN LOMBARDIA. ALFREDO CI RACCONTA IL SUO PROGETTO

Nel 2009 Alfredo Cavenaghi, farmacista di OSF, in collaborazione con la Regione Lombardia e la Fondazione Banco Farmaceutico Onlus, ha elaborato un progetto per monitorare l'esclusione sociale in Lombardia, da cui è nata una pubblicazione che evidenzia come il fenomeno sia preoccupante e molto diffuso. La ricerca riguarda le condizioni di salute dei poveri assistiti nell'ambulatorio di Opera San Francesco e si è conclusa nel maggio 2010.

E' stato un progetto pilota, necessario per approfondire il livello di conoscenza sullo stato di salute di coloro che risultano in condizioni di povertà. L'intento è stato quello di individuare il profilo di salute del povero monitorandone il consumo farmaceutico.

Ecco la testimonianza di Alfredo.

"E' stato un inizio impegnativo. Non mi aspettavo un progetto del genere. Mano a mano che avanzavo nell'analisi dei dati mi accorgevo della necessità di mettere, oltre alla professionalità, anche il cuore. In Italia ci sono 7,5 milioni di persone che vivono in condizioni di povertà di cui gran parte famiglie mono-reddito, extra-comunitari, anziani, persone che hanno bisogno di tutto: cibo, abiti, assistenza sanitaria. I dati, che mano a mano emergevano, mi facevano riflettere su una cosa importante: oltre ad aiutare concretamente queste persone si avverte la necessità di iniziare e di prolungare nel tempo un'educazione sanitaria. Ad esempio sono ancora troppe le donne che usano l'aborto come metodo contraccettivo. Davanti a situazioni del genere non si può rimanere insensibili. Oltre allo strumento di analisi, è iniziata una costante collaborazione con il personale sanitario del poliambulatorio, che ringrazio, per poter indirizzare al meglio gli utenti e migliorare l'accoglienza iniziale con anamnesi sempre più precise e mirate.
Sono convinto della necessità di approfondire questo tipo di analisi per poter operare sul territorio in maniera tale da migliorare l'assistenza e l'integrazione e mettere la persona bisognosa in condizioni di trovare una soluzione ai suoi problemi".

La ricerca, realizzata su un campione di pazienti dell'ambulatorio di OSF da luglio 2009 a maggio 2010, ha consentito di tracciare il profilo socio-demografico e clinico dei poveri e di individuare le caratteristiche del consumo farmaceutico.

I dati più importanti che sono emersi parlano di una maggiore presenza di immigrati irregolari (71%), anche se una quota non trascurabile è rappresentata da immigrati regolari (18%) e, in misura minore, da italiani (3%).

Per quanto riguarda la componente straniera la maggior parte dei pazienti proviene dal Sud America (35%), dall'Europa orientale (26%), dal Nord Africa (18%) e dall'Asia meridionale (8%).

L'età media è di 38 anni tra gli immigrati e maggiore (48) per gli italiani.

A livello clinico sono gli italiani a essere in condizioni di salute più critiche, mentre gli immigrati irregolari soffrono in misura minore di patologie e problematiche cliniche. Gli irregolari sono quelli che più frequentano il centro e consumano un maggior numero di farmaci, essendo impossibilitati ad accedere al Servizio Sanitario Nazionale.

Tra le visite mediche specialistiche le più diffuse sono quelle cardiologiche, ortopediche e ginecologiche.

Tra i farmaci distribuiti gratuitamente da OSF, i più richiesti sono quelli diretti al sistema muscolo-scheletrico e all'apparato gastro-intestinale e al metabolismo, seguiti da quelli per il sistema respiratorio e nervoso.

L'analisi ha offerto un'utile lettura del fenomeno, fungendo da impostazione di metodo nell'ottica di un futuro ampliamento del monitoraggio.

Tutto è stato possibile grazie alla qualità delle nostre cartelle sanitarie informatizzate che contengono molti dati utili per le ricerche e gli studi.

Leggi il rapporto (pdf).

 

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Luglio 2010