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Opera San Francesco per i Poveri
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Marzo 2011

INTERVISTA AL DOTT. LUCIO PARENZAN, CELEBRE CARDIOCHIRURGO, ORA VOLONTARIO IN OSF

Il professor Lucio Parenzan è un illustre nome che non necessita di presentazioni: uno dei più grandi pionieri della Cardiochirurgia pediatrica internazionale, terzo in Italia ad eseguire un trapianto di cuore nel 1985. Nel corso di trent'anni di attività ha effettuato oltre 15 mila interventi, di cui 350 trapianti cardiaci.
Nel 1988 ha ricevuto dal Ministero della Sanità Italiano la Medaglia d'oro per meriti nel campo della Sanità Pubblica per l'encomiabile attività clinica e scientifica svolta nei confronti delle patologie infantili.
Profondamente sensibile ai problemi dei bambini cardiopatici nei paesi più poveri, il professor Parenzan si è sempre impegnato molto nel sociale.
Dal 2010 è uno dei 140 medici volontari del poliambulatorio di Opera San Francesco. Ecco l'intervista che ci ha rilasciato.

Lei ha fatto il cardiochirurgo per tutta la vita, ha collaborato a fondare ospedali, ha contribuito a salvare la vita di tante persone... Oggi offre il suo aiuto ai poveri accolti da OSF, ci racconti la genesi di questa scelta?
"Vado per gli 87 e fino ad un anno fa ho lavorato come direttore scientifico all'Humanitas di Bergamo. Da quando ho smesso lì non facevo nulla... e diventavo matto. E' stata mia moglie, che da anni segue OSF, a dirmi di provare a dare una mano qui... E' stato tutto molto semplice: ho telefonato e sono stato invitato a venire..."

Come giudica il Poliambulatorio di OSF?
"Una struttura fantastica! Moderna e attrezzata. Incredibile che si sia potuto realizzare tutto questo! C'è una farmacia ben organizzata, i medici interagiscono tra loro per seguire meglio i pazienti, le infermiere sono brave e preparate... L'ambulatorio ha importanti connessioni con altri enti sul territorio, che è una cosa di grande importanza per poter dare a ciascuno l'assistenza di cui ha bisogno".

Ha avuto occasione di conoscere qualche storia particolare che l'ha colpita?
"Qui un po' tutte le storie sono particolari... Tutte sono incredibili. Credo che venire a contatto con queste persone sia una esperienza umana importante. Qui vedi i problemi gravi, veri... I motivi che portano qui le persone sono i più diversi, ma tutti testimoniano di una condizione umana difficile..."

Che giudizio dà il dottor Parenzan di questa esperienza?
"E' un'esperienza bella. Ed è il minimo che uno può dare dopo che ha avuto tanto. In fondo, lo faccio anche per me. Vengo qui per dare qualcosa della mia esperienza e delle mie conoscenze... e mi ritrovo molte più cose di quelle che ho potuto dare".

Avere a che fare con persone di paesi e abitudini diverse è un problema?
"La comunicazione che mi sembrava uno degli aspetti più difficili, non mi pare sia così complessa. Per chi non è di origine sudamericana - lo spagnolo per noi non è difficile da capire - ce la si cava un po' con l'inglese e poi... le persone si capiscono..."

Un consiglio per un medico che non ha mai fatto esperienze di volontariato?
"Di farlo, solo di farlo. Di rendersi utile... Adesso che ho più difficoltà ad andare in Africa (l'età è quella che è) ho scoperto che il bisogno è tanto anche qui. Se una persona è soddisfatta con se stesso e pensa solo per un momento che queste persone hanno davvero tanto bisogno di aiuto non può che mettersi a disposizione, accogliere. E penso anche questo sia un fattore di pace tra i popoli... Una pace da difendere!"

 

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Marzo 2011