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Opera San Francesco per i Poveri
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Ottobre 2011

LETTERA DI PADRE MAURIZIO

Caro Amico, cara Amica,
il mese di settembre si è chiuso con il pellegrinaggio dei volontari di OSF ad Assisi. È stato un evento partecipato e condiviso che ha permesso a circa 150 volontari di conoscersi e di crescere nel senso di appartenenza di OSF.

E il mese di ottobre si apre con la festa di San Francesco. Opera, come è ormai tradizione, ha programmato alcuni eventi: sul nostro sito trovate il calendario delle manifestazioni, alle quali siete tutti invitati.

Perché tutto il mondo continua a guardare a Francesco con profonda ammirazione dopo 800 anni dal suo passaggio in mezzo a noi? Perché credenti e non credenti si riferiscono al Santo di Assisi quando parlano dell'impegno per la giustizia, della pace e della difesa del creato? Perché tanti uomini e donne continuano a venerare San Francesco come fratello e maestro nella sequela di Cristo e cercano di imitare il suo esempio?

Francesco è, prima di tutto e soprattutto, un credente, un uomo che si è incontrato con Cristo, povero e crocefisso, e si è lasciato rapire dalla sua bellezza. San Bonaventura definisce Francesco come l'amico di Cristo e Santa Chiara parla di lui come di un "vero amante e imitatore di Cristo".

E amico di Cristo, San Francesco si può definire uomo di pace. Francesco e con lui Chiara sono esempi di pace: con Dio, con se stessi, con tutti gli uomini e donne in questo mondo.

L'umanità ha bisogno della pace sempre e questa deve poggiare su due "pilastri" irrinunciabili: l'impegno per la giustizia e la disponibilità al perdono. Giustizia, in primo luogo, perché non ci può essere pace vera se non nel rispetto della dignità delle persone e dei popoli, dei diritti e dei doveri di ciascuno e nell'equa distribuzione di benefici e oneri tra individui e collettività. Non si può dimenticare che situazioni di oppressione e di emarginazione sono spesso all'origine delle manifestazioni di violenza. E poi anche perdono, perché la giustizia umana è esposta alla fragilità e ai limiti degli egoismi individuali e di gruppo.

Solo il perdono risana le ferite dei cuori e ristabilisce in profondità i rapporti umani turbati.

La pace attende tutti; ciascuno di noi è e può essere operatore di pace.

La pace è un cantiere aperto a tutti, non solo agli specialisti e agli strateghi. La pace è una responsabilità universale: essa passa attraverso mille piccoli atti della vita quotidiana. A seconda del loro modo quotidiano di vivere con gli altri, gli uomini scelgono a favore della pace o contro di essa.

Stendiamo le nostre mani verso i fratelli e le sorelle più poveri: i gesti di carità che OSF pone nei loro confronti costruiscono la pace perché sono gesti che la giustizia, la verità, l'amore e la libertà richiedono costantemente.

Lo spirito di Assisi, il messaggio di Francesco ci ottengano una rinnovata consapevolezza dell'urgenza di costruire la pace.

 

      padre Maurizio Annoni

 

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Ottobre 2011