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Opera San Francesco per i Poveri
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Luglio-Agosto 2012

ALLA MENSA DI VIALE PIAVE, INCONTRANDO GESÙ NELL'ALTRO

Edoardo è un giovane postulante che da poco tempo ha fatto la scelta di vita religiosa entrando in un convento dei frati minori cappuccini. Insieme ad altri giovani ha prestato servizio alla mensa dei poveri per dieci giorni. Abbiamo chiesto a lui una testimonianza che trascriviamo.
 

"Tra le diverse componenti che hanno caratterizzato l'esperienza in mensa (dieci giorni di servizio a pranzo e cena in Opera San Francesco), spicca in particolar modo la dimensione dell'incontro, l'incontro con i poveri. Un incontro concreto, diretto e personale con un volto, un nome, una storia; un incontro con persone uniche e irripetibili, dove la loro stessa presenza mi interpella per offrirgli "qualcosa" di me attraverso un gesto semplicissimo (riempire le brocche dell'acqua, pulire i tavoli, offrire un dolcetto...). Questo "qualcosa" indefinito prende forma sostenuto dall'amore che guida quell'incontro: gesti semplici come la fugace occasione per un sorriso, uno scambio di saluti o qualche piccola domanda a seconda della situazione e della persona, gesti che esprimono quanto di più vero c'è in noi stessi.

Ci si accorge facilmente, infatti, che oltre al bisogno di mangiare, il più immediato ed evidente, l'utente molto spesso ha bisogno soprattutto di essere accolto e riconosciuto come persona, e questo risulta chiaro quando si ha la possibilità di conoscersi più in profondità e condividere i propri vissuti. Il quadro globale è quello di un'umanità ferita e toccata nella sua sensibilità più intima, che desidera veder riconosciuta la propria dignità di persone; attraverso la moltitudine di incontri quotidiani, ognuno diverso e ognuno speciale, attraverso la costanza nel ripetere un semplice gesto un'infinità di volte, si può creare una piccola oasi di fraternità dove il Vangelo della carità e dell'amore si concretizzano in maniera autentica, testimoniando Cristo con la semplicità del proprio spendersi, pur con tutti i nostri numerosi limiti umani.

La riconoscenza e la gratitudine che gli utenti dimostrano è enorme e rappresenta un ritorno gratificante; tuttavia è solo con uno spirito di gratuità che ci si può relazionare positivamente, trovandosi così a gestire con serenità anche tutti gli incontri dove invece il ritorno è negativo o molto più spesso manca. Anche in questi casi, comunque, la consapevolezza di donare attraverso i tanti piccoli gesti dei volontari è un motore sufficiente per offrire il meglio a un fratello, sia lui consapevole o meno, sia lui riconoscente o meno. Un'esperienza così ricca e intensa ha permesso a me e a tutto il nostro gruppo, i postulanti di Lendinara, di vivere l'autenticità più bella del nostro essere, sia personalmente, sia nelle relazioni fraterne tra di noi. E' stata una delle più belle opportunità per incontrare Gesù nell'altro, sapendo che l'incontro col Signore trasforma la vita."

Edoardo

 

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