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Opera San Francesco per i Poveri
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Aprile 2013

LETTERA DI PADRE MAURIZIO

Caro Amico, cara Amica,
ogni anno il mese di aprile è dedicato alla presentazione dei Bilanci consuntivi. Numeri e statistiche, entrate e uscite - anche se importanti - non sono sufficienti a definire il grande, imponente lavoro che ogni giorno OSF svolge a favore dei poveri. Ci sono a volte piccoli e nascosti gesti, attenzioni e cure difficili da monetizzare; chi dona e chi riceve vive un'esperienza personale e unica, porta con sé un ricordo incancellabile di incontri e di relazioni.

Il 2012 è stato un anno tutto in crescita per Opera San Francesco per i Poveri.

Sono aumentati gli utenti, non tanto tra i nuovi arrivati quanto tra coloro che si sono rivolti almeno una volta nel corso dell'anno ad uno dei servizi di OSF. Si è consolidata la stanzialità degli stessi, che utilizzano i servizi con maggiore regolarità e frequenza: ciò significa che è difficile per i nostri utenti intraprendere un cammino di inclusione sociale dove lavoro e casa rappresentano spesso un miraggio.

Sono cresciuti i bisogni, come testimoniano le prestazioni offerte da tutti i servizi: un aumento forte, che conferma la tendenza crescente degli ultimi anni e che ha portato alcune attività a raggiungere il massimo storico. Mensa e docce in particolare hanno fatto registrare gli incrementi più significativi. La mensa ha erogato oltre 827.000 pasti e le docce hanno offerto 63.960 prestazioni. Il dato complessivo del poliambulatorio parla di 37.290 visite per una media giornaliera di 156.

A fronte di queste richieste fortunatamente è aumentata anche la tenuta organizzativa di OSF: più volontari, più medici, servizi più strutturati, maggiore impegno da parte di tutti.

La nota dolente ovviamente arriva con i costi: il desiderio di accontentare tutti e di fornire una risposta ai tanti bisogni delle persone che si rivolgono ad OSF ha determinato una netta crescita delle spese rispetto al 2011, andando ben al di là delle previsioni di budget.

Il flusso delle donazioni fortunatamente si è mantenuto discreto: denaro, alimenti, indumenti, farmaci hanno consentito ad OSF di limitare gli acquisti per far fronte ai grandi incrementi nei servizi. La generosità di privati e aziende non si è mai arrestata, sia sotto forma di donazioni materiali sia di tempo dedicato ad OSF, come possono testimoniare esperienze importanti quali il volontariato aziendale e l'evento "Il Pane di OSF" celebrato a maggio 2012.

Spesso ci pongono la domanda: come possiamo motivare questa crescita così marcata di utenza e che pone molta preoccupazione per il futuro? In poche righe non si può certo rispondere a una domanda molto impegnativa. Credo però che OSF sia un osservatorio sicuramente privilegiato e qualcosa in merito può raccontare.

La crisi innanzitutto, che sta attraversando il nostro paese in particolare, e l'Europa intera, è l'argomento esibito da tutti. Siamo passati dai cosiddetti "nuovi poveri" che nei primi anni del 21° secolo tanto stimolavano le indagini giornalistiche e i ricercatori sociali, ad un rischio povertà esteso a tutta la popolazione. Come sappiamo il processo ha avuto inizio nel 2008 e i servizi di OSF, in modo diverso e più o meno marcato hanno raccolto e risposto ai primi effetti della crisi. È tuttavia solo negli ultimi due anni che possiamo trovare i segni più evidenti; lo dicono i numeri, notevolmente cresciuti, lo dice l'analisi dell'utenza, arricchita da nuove tipologie di poveri, anziani, padri separati, nuclei famigliari monogenitoriali, semplici cittadini privati del loro lavoro e della loro unica fonte di sostentamento. L'impossibilità di riuscire a nutrirsi autonomamente fino alla fine del mese, di pagare le medicine o le bollette. Lo raccontano i tanti immigrati presenti e ben inseriti da tempo in Italia, che all'improvviso si trovano a dover ripartire da zero rivolgendosi nuovamente a servizi primari come quelli offerti da OSF, perché improvvisamente deprivati di tutte le loro certezze.

Accanto a questo nuovo flusso, troviamo gli utenti storici, i gravi emarginati e i senza dimora. Il 2012 è stato l'anno di presentazione dei dati del 1° Censimento sulle persone senza dimora presenti sul territorio nazionale.

Il censimento ha messo in risalto l'importanza dei centri di prima accoglienza, quale è OSF, per le persone senza dimora: infatti quasi il 90% ha utilizzato un servizio mensa, il 71,2% un servizio di accoglienza notturna, il 63% un servizio docce o per l'igiene personale.

E poi abbiamo categorie di utenti che sono causa di una legislazione italiana poco chiara e di una cattiva gestione delle accoglienze: i tanti richiedenti asilo politico arrivati dalle recenti guerre d'Africa che sono stati per lungo tempo 'parcheggiati' senza la possibilità di lavorare e senza la previsione di percorsi di inserimento. Ancora le vittime della tratta o della tortura, con grandi traumi psicologici, che si riversano in ambulatorio.

Siamo in presenza quindi di un mix di fattori e di provenienza che spiega perfettamente la pressione subita dai servizi di OSF nel corso del 2012, e che a volte ha reso la gestione dei servizi problematica.

Nessuno ha la sfera di cristallo per prevedere che cosa capiterà nel 2013. Una cosa per noi è certa: quella di essere responsabili e attenti di fronte alle necessità dei fratelli che soffrono povertà, solitudine, dove la domanda di ascolto, cibo, cura, relazione non può cadere nell'oblio e nell'indifferenza.

San Francesco chiudendo la sua santa vita terrena diceva ai suoi frati: "Io ho fatto la mia parte, Cristo vi insegni la vostra". Il Signore ci dice quale è la nostra parte: l'amore, la solidarietà, la condivisione. "Amatevi gli uni gli altri, come io ho amato voi".



padre Maurizio Annoni

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