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Opera San Francesco per i Poveri
Opera San Francesco per i Poveri
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Settembre 2013

LETTERA DI PADRE MAURIZIO

Caro Amico, cara Amica,
come ogni anno Opera San Francesco si prepara a celebrare il Santo di Assisi di cui porta il nome. Rimando alla locandina che presenta le iniziative proposte per il mese di ottobre.

C’è un fil rouge che lega tra di loro gli eventi, definito dal titolo “La festa della solidarietà e dell’accoglienza nel nome di San Francesco”. Infatti le celebrazioni, i momenti culturali, il pranzo benefico hanno lo scopo di evidenziare la bellezza e la grandezza della solidarietà e dell’accoglienza, la gioia di accogliere i fratelli segnati dalla povertà e dalla fatica ispirandosi ai valori francescani.

Che cosa anima Francesco e noi oggi così da rendere ancora possibile e visibile la solidarietà e l’accoglienza?
Quando Francesco inizia con i primi fratelli il cammino di consacrazione non avverte il bisogno di una regola particolare: l’unica regola che sente valida per sé e per tutti, la regola delle regole, è il Vangelo. È questo il punto di riferimento chiaro e insostituibile che egli prende per sé e i suoi frati. Iniziando e riassumendo la Regola, poi approvata, Francesco scrive: “La regola e la vita dei frati minori è questa, cioè osservare il santo Vangelo del Signore nostro Gesù Cristo…”; i frati minori vivendo il Vangelo diventano il luogo in cui può continuare a vivere la parola evangelica e il luogo dove Gesù Cristo si manifesta, si fa presente come verità visibile. Nel comandamento nuovo che il Signore ha lasciato nel Vangelo “amatevi gli uni altri come io ho amato voi” la concretezza dell’amore del Signore si prolunga nel tempo attraverso l’amore gli uni verso gli altri. La Parola ha sempre bisogno di manifestarsi nelle opere, la Parola è capace di porre un giudizio sulla vita di ciascuno e di orientare verso il bene e il suo compimento.

Francesco chiama se stesso e coloro che si uniranno a lui per seguire la stessa via evangelica “frati minori”. Accanto alla fraternità Francesco pone la minorità. Non è facile tradurre in poche parole il termine minorità. Lo stile di Francesco e dei suoi frati è di essere minore sempre e di tutti. Sono espressioni di minorità: il dover lavorare per mangiare accettando qualsiasi lavoro; l’andare all’elemosina, in caso di necessità “come gli altri poveri”; il non appropriarsi mai di un luogo ed esser pronti a condividerlo con chiunque si presenti, anche se avversario o ladro; saper rinunciare alla propria immagine austera e penitenziale per accogliere nella gioia e nella letizia un fratello. Di fronte alle persone o alle situazioni difficili, minorità vuol dire non giudicare il prossimo, ma accettarlo e amarlo così com’è, come un dono di Dio. Anche lo stesso apostolato di Francesco è improntato dalla minorità: la fraternità, il modo con cui i frati stanno insieme, l’esempio, la coerenza sono più eloquenti di tante parole.

Francesco ha sempre avuto fiducia in Dio. Francesco ha costantemente fatto delle scelte, piccole e grandi, nella sua vita orientato dalla sua fede/fiducia in Colui che scopre datore di ogni bene e al quale ogni bene va restituito attraverso la carità. La fiducia di Francesco ha un nome: speranza. È stato (e lo è ancora oggi!) luce di speranza. In un momento difficile della storia sia ecclesiale che sociale Francesco ha saputo riportare lo sguardo degli uomini e delle donne del suo tempo (e anche di oggi) verso quei valori irrinunciabili per mezzo dei quali possiamo sperare in una civiltà dell’amore, in un mondo nuovo: la preghiera, la solidarietà, la fedeltà, la fraternità, la gioia…

A Francesco ci rivolgiamo con le parole di Giovanni Paolo II:
“Aiutaci, San Francesco d’Assisi,
ad avvicinare alla Chiesa e al mondo di oggi il Cristo.
Tu, che hai portato nel tuo cuore
le vicissitudini dei tuoi contemporanei,
aiutaci, col cuore vicino al cuore del Redentore,
ad abbracciare le vicende
degli uomini della nostra epoca”.

padre Maurizio Annoni

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Settembre 2013