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Opera San Francesco per i Poveri
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Ottobre 2013

LETTERA DI PADRE MAURIZIO

Caro Amico, cara Amica,
in questi ultimi giorni i notiziari RAI e i giornali hanno dato ampio risalto a dati e statistiche pubblicati da autorevoli Istituti di ricerca che parlano di povertà assoluta e relativa, di rischio povertà per milioni di italiani.
Alcuni giornalisti sono venuti anche da noi per trovare dati e commenti, conferme e valutazioni su questo importante fenomeno.

Milano in genere è un buon punto di osservazione per misurare la febbre da povertà. Le grandi città catalizzano le povertà perchè sono anche in grado di rispondere alle esigenze dei poveri attraverso i centri di accoglienza, di ascolto, gestiti dall'ente pubblico ma soprattutto dall'associazionismo, dal volontariato e dalle Caritas.
OSF è tra questi e grazie a un collaudato sistema informatico è in grado di offrire dati che sono in linea con quanto i mass media indicano.
La crescita degli utenti italiani è un dato oggettivo: se si data il 2008 come anno di inizio della crisi in 5 anni (dall'1/1/2008 al 31/12/2012) l'incremento è stato del 33%. Ciò vuol dire che nel 2008 sono giunti per la prima volta 713 persone e nel 2012 sono state erogate 947 tessere, di cui 762 uomini e 185 donne.
Limitandoci al 2012 è interessante notare che i nuovi utenti sono raggruppabili in tre fasce d'età: sotto i 35 anni sono 273, tra i 35 e i 54 sono 454 e sopra i 54 anni sono 220.

Dai colloqui con gli utenti si evince che la perdita del lavoro, soprattutto nella fascia intermedia, si configura come uno degli eventi più rilevanti del percorso di progressiva emarginazione che conduce alla condizione di "senza dimora". A ciò si associa anche la separazione dal coniuge e dai figli e, anche se in misura ridotta, le cattive condizioni di salute.
Per molti, soprattutto per gli over 50, non è facile riciclarsi nel mondo del lavoro o reinventarsi nuove possibilità lavorative.
In questa fascia troviamo anche gli anziani spesso soli sia uomini che donne che devono gestirsi le spese mensili con una pensione esigua rispetto al costo della vita. È importante pagare l’affitto, le utenze, i ticket sanitari… cibo e vestiti passano in secondo ordine, la mensa di OSF soddisfa il bisogno di mangiare, per i vestiti una cucitura in più li mantiene in vita. Per gli anziani l’assenza di una rete parentale è causa di emarginazione e di solitudine.
La disoccupazione porta poi come conseguenza la perdita di un altro bene fondamentale, la casa. A Milano e provincia "saltano" 18 mila appartamenti all'anno per morosità. Anche per chi è proprietario di una casa spesso le spese condominiali non sono più solvibili.

Tornando ai numeri risalta anche il numero di italiani che hanno rinnovato la tessera: nel 2012 è di 4.539 su un totale complessivo di 30.642. L'incremento rispetto all'anno precedente (2011) è del 22%. L'aumento dei rinnovi significa maggior stabilità dell'utenza e quindi maggiori difficoltà a trovare soluzioni per uscire dall'emarginazione. Il tempo che passa non è certamente curativo, anzi scava nell'animo delle persone producendo sfiducia, fatica e disagio.
Tra i nuovi utenti gli italiani sono secondi solo ai rumeni che rimane la prima etnia per un totale di 1153 nuovi ingressi. Considerata la discrepanza fra italiani e rumeni (947 contro 1153) e la persistente situazione economica non è difficile pensare a un sorpasso in breve tempo.

Un bravo giornalista che ho incontrato ha raccolto racconti e speranze di tanti nostri utenti. Li ha pubblicati su un giornale. Sono storie che ci appartengono perchè ogni persona è importante e non possiamo ignorarla o rimanere indifferenti.
OSF attraverso il suo quotidiano impegno cerca di ridare fiducia a tante persone rispondendo innanzitutto a quei bisogni che, chi vive per strada, manifesta. Risposte semplici ma concrete frutto di un impegno sinergico tra volontari, dipendenti e benefattori.
È proprio vero: una mano all’uomo. Tutti i giorni.

padre Maurizio Annoni

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