menu
Opera San Francesco per i Poveri
Opera San Francesco per i Poveri
Home / Comunicazione / News / Lettera di padre Maurizio

Novembre 2013

LETTERA DI PADRE MAURIZIO

Caro Amico, cara Amica,
ero incerto sul contenuto dell’editoriale quando come un fulmine a ciel sereno è arrivata la prima Esortazione apostolica di Papa Francesco. È un vigoroso atto d'accusa verso un'economia che uccide, è la conferma dell'opzione per i poveri, ma anche un’argomentata riflessione, rivolta a tutti i cristiani, sul rischio di cadere in quella “tristezza individualista” che lui identifica come “il grande rischio del mondo attuale”. È un Papa Francesco capace di giudizi severi e di grandi aperture di cuore alla speranza quello che si legge nell'esortazione apostolica “Evangelii Gaudium” in cui sviluppa il tema dell’annuncio del Vangelo nel mondo attuale: un testo in cui l’impronta e lo stile di Francesco sono evidentissimi. Si tratta, in sintesi, di un accorato appello a tutti i battezzati perché con nuovo fervore e dinamismo portino agli altri l’amore di Dio in uno “stato permanente di missione”, partendo proprio dalla “gioia del Vangelo che riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù”.

Francesco mette in primo piano il segno dell’accoglienza di Dio, che si manifesta anzitutto nell'avere “dappertutto chiese con le porte aperte”, perché quanti sono in ricerca non incontrino “la freddezza di una porta chiusa”.
Il Papa ribadisce di preferire una Chiesa “ferita e sporca per essere uscita per le strade, piuttosto che una Chiesa … preoccupata di essere il centro e che finisce rinchiusa in un groviglio di ossessioni e procedimenti”.
Il Papa esorta a non lasciarsi prendere da un “pessimismo sterile”, ad essere segni di speranza e a fuggire dalla “mondanità spirituale” che “consiste nel cercare, al posto della gloria del Signore, la gloria umana”. Lancia così un appello alle comunità ecclesiali a non cadere nelle invidie e nelle gelosie: “Chi vogliamo evangelizzare con questi comportamenti?”, chiede Bergoglio. Sottolinea la necessità di far crescere la responsabilità dei laici, tenuti “al margine delle decisioni” da “un eccessivo clericalismo”.

Parlando del mondo attuale, c'è la forte denuncia dell’attuale sistema economico, “ingiusto alla radice”: un'economia che “uccide” perché prevale la “legge del più forte” e tratta gli esseri umani come dei rifiuti e degli avanzi. Con questa “tirannia invisibile” denuncia anche gli “attacchi alla libertà religiosa” e le “nuove situazioni di persecuzione dei cristiani”.
Il Papa ribadisce poi “l’intima connessione tra evangelizzazione e promozione umana” e il diritto dei vescovi “di emettere opinioni su tutto ciò che riguarda la vita delle persone”: “Nessuno – scrive – può esigere da noi che releghiamo la religione alla segreta intimità delle persone, senza alcuna influenza nella vita sociale”. Ecco l'opzione per i poveri, che “hanno molto da insegnarci”, l'invito ad avere cura dei più deboli: senza tetto, tossicodipendenti, rifugiati, popoli indigeni, anziani soli e abbandonati, migranti, vittime di tratta e bambini nascituri.

Attenzione alla pace e al dialogo e alla collaborazione “con tutte le realtà politiche, sociali, religiose e culturali”. Compresi da un lato agnostici e non credenti (che non devono ignorare la ricchezza delle tradizioni religiose) e dall'altro i paesi di tradizione islamica che il Papa implora “umilmente” affinché assicurino la libertà religiosa ai cristiani, anche “tenendo conto della libertà che i credenti dell’Islam godono nei paesi occidentali”. “Nel nostro rapporto col mondo – conclude il Papa – siamo invitati a dare ragione della nostra speranza, ma non come nemici che puntano il dito e condannano”: può essere missionario – aggiunge – solo chi si sente bene nel cercare il bene del prossimo, chi desidera la felicità degli altri”.
Grazie Papa Francesco per la semplicità e la chiarezza della tua esortazione. Opera San Francesco non può che leggervi una parola che la sprona a proseguire nel suo concreto servizio verso quei poveri “che hanno molto da insegnarci”.

padre Maurizio Annoni

Condividi su: Condividi con Facebook Condividi con Twitter

 

Notizia presente
nella newsletter
Novembre 2013