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Opera San Francesco per i Poveri
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Dicembre 2013

LETTERA DI PADRE MAURIZIO

Caro Amico, cara Amica,
il Presepio che in occasione del Natale allestiamo nelle nostre case è ricco di personaggi che troviamo anche nei vangeli che raccontano la nascita di Gesù. Al centro il Figlio di Dio, il Dio fatto carne, Maria che custodisce il Mistero che prima nel suo grembo e poi tra le sue mani va svelandosi, Giuseppe carico del suo stupore e dei suoi interrogativi. E poi i pastori scossi dall’annuncio dell’angelo che vanno ad adorare l’atteso delle genti. Gli angeli che portano il messaggio di pace. I Magi che vengono da lontano testimoni di un’universalità alla ricerca di verità. E poi i segni: la luce che sconfigge le tenebre della notte, la mangiatoia, le fasce, la povertà. Tutto parla di umiltà perché Gesù non poteva che nascere così, povero perché da “da ricco che era, si è fatto povero per noi, perché noi diventassimo ricchi della sua povertà”.

L’annuncio natalizio della pace, quello della notte santa ai pastori “Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama”, riecheggia ancora nel tempo e scende nel cuore degli uomini credenti e non, per orientarne la vita e la storia e costruire, responsabilmente, ognuno con il proprio impegno e contributo, una nuova società “edificata nella carità”, così come ci dice Papa Francesco, che sia come una “città costruita su rapporti in cui l’amore di Dio è il fondamento”.
Il Natale ci parla di fraternità che va oltre i confini della famiglia e della stessa Chiesa per assumere una dimensione molto più ampia, quella della fraternità universale.
Un piccolo Bambino, inerme e già scomodo, attira tutti a sé; ogni uomo trova nelle braccia spalancate il segno dell’accoglienza e la traduzione concreta del “venite a me voi che siete affaticati e oppressi e io vi ristorerò”.
Parlando di fraternità mi piace ricordare alcune espressioni del messaggio di Papa Francesco in occasione della Giornata mondiale della pace (1° gennaio 2014) il cui titolo è “Fraternità, fondamento e via per la pace”: “In molte società sperimentiamo una profonda povertà relazionale dovuta alla carenza di solide relazioni familiari e comunitarie. Assistiamo con preoccupazione alla crescita di diversi tipi di disagio, di emarginazione, di solitudine e di varie forme di dipendenza patologica. Una simile povertà può essere superata solo attraverso la riscoperta e la valorizzazione di rapporti fraterni in seno alle famiglie e alle comunità, attraverso la condivisione delle gioie e dei dolori, delle difficoltà e dei successi che accompagnano la vita delle persone”.

Ma non si tratta di condividere solo il giorno di Natale perché uno strano buonismo fa capolino nella nostra vita. La condivisione è la risposta quotidiana al grido dei poveri che interpella, scuote, sollecita! È la scelta di una vita sobria dove la relazione fraterna con il prossimo soprattutto sofferente costituisce il bene più prezioso.
Davanti al presepio, almeno per un momento fissiamo lo sguardo su quel Bambino. Le sue braccia aperte in segno di accoglienza ci dicono “vieni” perché il suo amore sia riversato nei nostri cuori. Ma quelle braccia ci spingono, ci inviano perché il dono ricevuto sia dono per gli altri, nessuno escluso.
Buon Natale nella pace, nella condivisione e in fraternità!

padre Maurizio Annoni

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Dicembre 2013