menu
Opera San Francesco per i Poveri
Opera San Francesco per i Poveri
Home / Comunicazione / News / Lettera di padre Maurizio

Marzo 2014

LETTERA DI PADRE MAURIZIO

Nella lettera in occasione della Quaresima Papa Francesco parla ancora una volta della povertà, tema che gli sta particolarmente a cuore. Il Papa invita a "guardare le miserie dei fratelli, a toccarle, a farcene carico e a operare concretamente per alleviarle".
Evidenzia poi la relazione tra miseria e povertà, escludendo la coincidenza tra le due. Distingue tre tipi di miseria: materiale, morale, spirituale.
"La miseria materiale è quella che comunemente viene chiamata povertà - dice il Papa - e tocca quanti vivono in una condizione non degna della persona umana: privati dei diritti fondamentali e dei beni di prima necessità quali il cibo, l’acqua, le condizioni igieniche, il lavoro, la possibilità di sviluppo e di crescita culturale. Di fronte a questa miseria la Chiesa offre il suo servizio per andare incontro ai bisogni e guarire queste piaghe che deturpano il volto dell’umanità. Nei poveri e negli ultimi noi vediamo il volto di Cristo; amando e aiutando i poveri amiamo e serviamo Cristo. Il nostro impegno si orienta anche a fare in modo che cessino nel mondo le violazioni della dignità umana, le discriminazioni e i soprusi, che, in tanti casi, sono all’origine della miseria. Quando il potere, il lusso e il denaro diventano idoli, si antepongono questi all’esigenza di una equa distribuzione delle ricchezze. Pertanto, è necessario che le coscienze si convertano alla giustizia, all’uguaglianza, alla sobrietà e alla condivisione".

Non meno preoccupante è la miseria morale. Nella quotidianità si incontrano famiglie dove qualcuno dei membri - spesso giovani - è preso nel vortice dell'alcool, della droga, del gioco, della pornografia. E quante  persone hanno smarrito il senso della vita, sono prive di prospettive per il futuro e hanno perso la speranza.

La miseria spirituale colpisce quando ci allontaniamo da Dio e rifiutiamo il suo amore. Quando riteniamo di non aver bisogno di Dio, perché pensiamo di bastare a noi stessi. Il vero antidoto alla miseria spirituale è il Vangelo, nella parola e nella persona del Signore Gesù che ci invita ad essere annunciatori gioiosi del Vangelo, messaggio di misericordia e di speranza!

Non è sempre facile distinguere i tre livelli di miseria. Nell'incontro quotidiano con i poveri in OSF ci accorgiamo che a una mancanza di mezzi di sostentamento, si affianca miseria morale e sfiducia in se stessi. Il futuro è sempre carico di incertezze e di grandi incognite che condizionano il momento presente. Per molti non è facile uscire dal tunnel della povertà e dell'esclusione sociale.
Nel DNA di Opera San Francesco c'è la risposta ai bisogni primari della persona. La reiterazione dei gesti di accoglienza e di servizio esprime la volontà di un'opera che manifesta la carità e, nel contempo, compie un atto di giustizia nei confronti dei poveri.
Il Papa termina la riflessione con un'affermazione carica di significato: "Diffido dell’elemosina che non costa e che non duole". La parola "solidarietà" si è un po' logorata e a volte viene male interpretata. Certamente indica molto di più di un atto sporadico di generosità. Richiede di creare una nuova mentalità che pensi in termini di comunità, di priorità della vita di tutti rispetto all'appropriazione dei beni da parte di alcuni. L'"elemosina duole" dice Papa Francesco: il gesto di tendere la mano verso qualcuno comporta la conversione del cuore e l'intelligenza della mente. L'atto di generosità è un frammento del dono di sé all'altro riconoscendolo come un fratello da amare.

padre Maurizio Annoni

Condividi su: Condividi con Facebook Condividi con Twitter

 

Notizia presente
nella newsletter
Marzo 2014