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Opera San Francesco per i Poveri
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Marzo 2014

DOMENICA CON GLI AMICI DEL ROTARY

Domenica 16 marzo, nel consueto incontro di primavera con visita e pranzo in mensa, eravamo in  130; è un gran numero di persone quello che arriva da nove Club di Milano e Provincia (RC MI Naviglio Grande San Carlo, RC MI Settimo, RC MI Sud, RC Seregno-Desio-Carate Brianza, RC MI Nord Ovest, RC MI Leonardo da Vinci, RC San Giuliano Milanese, Inner Wheel MI San Carlo Naviglio Grande e Rotaract Milano) per confermare l’amicizia che ormai da diversi anni lega il Rotary a Opera San Francesco.

Dopo la Santa Messa celebrata nella chiesa dei frati, ci siamo trovati alle 11.30 all’Auditorium di via Kramer per ascoltare Padre Maurizio nell’intervento "OSF l’uomo e la crisi: la nostra utenza. Le risorse al servizio degli ultimi" in cui ha insistito molto sul concetto dei nuovi poveri evidenziando la gravità della condizione, il rischio di povertà esteso a tutta la popolazione, il passaggio da una povertà relativa ad una povertà assoluta. Compaiono nuove tipologie di poveri: anziani soli, padri separati, nuclei familiari monogenitoriali, disoccupati, famiglie numerose a monoreddito, immigrati ben inseriti in Italia, che d’improvviso si trovano privi di certezze. I gravi emarginati e senza dimora, per la prima volta oggetto di uno storico censimento a livello nazionale, sono concentrati perlopiù nelle grandi città: insieme a Roma e Palermo, Milano ne accoglie il maggior numero, complessivamente oltre 13.000 persone. Questo diffuso stato di indigenza si riflette sull’entità dei servizi erogati da OSF, oggi moltiplicati: dal 2008 la mensa ha un incremento del +37,6%; cresce la media giornaliera al servizio docce (265), da tre anni aperto anche all’utenza femminile; i cambi d’abito sono assestati intorno a 12.500 distribuzioni; il servizio accoglienza registra un grande aumento di rinnovi, segno di una condizione di disagio che non trova soluzioni. Il poliambulatorio dal 2008 ha visto aumentare tutte le prestazioni riservate a chi  non ha accesso al servizio sanitario nazionale, ed è incrementata la distribuzione dei farmaci (+40,1% rispetto al 2012, per un totale di 68.200 confezioni) che sono distribuiti anche ad utenti esterni, perlopiù italiani che non possono pagare il ticket. Padre Maurizio ha chiuso il suo intervento citando una frase di Papa Francesco: "Questa Casa è un luogo che educa alla carità, una “scuola” di carità, che insegna ad andare incontro ad ogni persona, non per profitto, ma per amore. La musica - diciamolo così - di questa Casa è l’amore. E questo è bello!".

Ha preso quindi la parola la dottoressa Ilaria Pensabene per raccontare la propria esperienza di volontaria al poliambulatorio con un intervento pieno di affettuosa partecipazione che ha toccato con molta sensibilità tutti i valori del volontariato, forma di impegno ‘dovuto’ come gesto di equità e giustizia verso chi è in difficoltà. L’attività di ginecologa al poliambulatorio è per lei l’occasione di vivere un volontariato fattivo, concreto, vicino ai bisogni, alle sofferenze, alle paure delle persone malate e povere e, molto spesso, sole; una finestra aperta su tanti problemi e bisogni umani visto che il dolore è un’opportunità di incontro che permette di ‘dare una carezza’ all’altro. Ha illustrato poi, tra i progetti di attenzione all’individuo ma anche di tutela della collettività, il recentissimo "Prevenzione amica", promosso dalla Fondazione Bracco con la collaborazione di OSF, Comune di Milano e ASL. Questo programma, dedicato alla prevenzione della salute materno-infantile nelle donne immigrate nella città di Milano, indaga le infezioni in gravidanza e i conseguenti danni fetali e neonatali su 300 donne sottoposte a screening per la ricerca degli anticorpi della Rosolia e della Toxoplasmosi e, se necessario, a vaccinazioni e cure.

L’ultimo intervento è stato quello del regista Giovanni Bedeschi, volontario in mensa, un racconto di come la frequentazione della mensa e la vicinanza con coloro che sono meno fortunati l’abbia portato a capire che i privilegi non sono sicurezze consolidate e garantite per sempre, e che le tante storie difficili, disgraziate, tragiche potrebbero molto facilmente diventare anche nostre. C’è un mondo di persone sulle quali non vogliamo soffermarci, che non vogliamo ascoltare, che vogliamo allontanare: proprio da qui è nata l’ispirazione per il film "Pane dal cielo", di cui è stato proiettato un teaser che ha commosso la platea sia per l’intensità dell’argomento sia per la bellezza delle riprese di Milano. E’ un film dove un Bambino diventa qualcosa di speciale per tutti: gli utili del film di Bedeschi, girato per alcune scene presso la mensa dei poveri, sono destinati a OSF.

Il pranzo in mensa si è svolto, come d’abitudine, in un clima di sincera amicizia e piacevole allegria e per tutti c’è stato anche un piccolo dono: un preghiera di San Francesco incisa su legno, come ricordo di una bella giornata, di una bella amicizia, della promessa di ritrovarci insieme nell’aiuto degli ultimi.

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