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Opera San Francesco per i Poveri
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Luglio 2014

LETTERA DI PADRE MAURIZIO

Nell’editoriale di un autorevole quotidiano di qualche giorno fa si leggeva: «Centomila persone al mese. Ovvero più di tremila concittadini al giorno caduti tra il 2012 e il 2013 nella dannata spirale della miseria, la “povertà assoluta” che avvolge l’Italia. Circa un milione e 200 mila italiani in più che, secondo l’Istat, non possono acquistare cibo a sufficienza, medicinali, pagare la rata di mutuo o affitto e non vivono una vita dignitosa. Il dato dei poveri assoluti rispetto al 2010 è raddoppiato e fa paura perché abbiamo toccato quota 6 milioni, 2 milioni di famiglie. Un record che neppure gli addetti ai lavori si aspettavano e che conferma la Caporetto del vecchio welfare italiano davanti a questa lunga crisi, soprattutto nel Mezzogiorno».

I dati dell’Istat fotografano un paese sempre più in affanno e certamente non stupiscono gli operatori e i volontari dei centri come OSF che quotidianamente si misurano con le povertà degli italiani e non solo.
Dietro le statistiche ci sono i volti e le storie quotidiane di persone concrete. Persone spesso insospettabili che si accodano alla mensa per poter mangiare o chiedono aiuti in generi alimentari alle Parrocchie, ai centri di distribuzione come il Banco Alimentare per poter sfamare le proprie famiglie.

L’associazionismo e il volontariato (il Terzo settore) in questo frangente sono importanti e indispensabili perché rappresentano un valido aiuto a sostegno di tante situazioni che chiedono di essere accompagnate nel loro stato di povertà. Le risorse finanziarie e quelle umane (i volontari) presenti sul “territorio della povertà” non solo limitano i danni che altrimenti sarebbero ben più ingenti, ma conferiscono piena dignità al ruolo che il Terzo Settore ha all’interno del sistema di welfare.

Certamente il Terzo Settore da solo non può contrastare lo tsunami della povertà. Ha però idee da proporre come ad esempio il piano nazionale contro la povertà. L’introduzione del REIS (Reddito d’Inclusione Sociale) favorirebbe le tante famiglie in povertà assoluta integrando la differenza di reddito per ciascun nucleo con la soglia di povertà. Certamente la domanda sorge spontanea: dove trovare i fondi per attuare il progetto. Domanda lecita che apre il campo visivo, invitando a rivedere la situazione fiscale delle famiglie. Le prossime statistiche potranno migliorare solo e nella misura in cui non si perde altro tempo. Partire dalle famiglie più povere, soprattutto con minori a carico è senz’altro una strada obbligata.

I dati Istat da un parte si scontrano con altre statistiche che forniscono le percentuali degli italiani che vanno in vacanza, anche se il fenomeno delle città vuote e delle saracinesche abbassate appartiene a un passato più o meno lontano. Opera San Francesco come sempre è “aperta per ferie” ossia nella sua quotidianità continua a voler bene a tutte quelle persone che proprio nel periodo estivo per la chiusura o l’assenza di presidi si trova maggiormente in difficoltà. Alcuni servizi di OSF sono ridimensionati negli orari di apertura. Solo le docce e la mensa sono sempre aperte e quest’ultima, considerati i numeri degli ultimi due mesi, è pronta a reggere un carico di lavoro non indifferente. La carità e la solidarietà non conoscono ferie, grazie anche ai nostri volontari che nel mese di agosto si prodigheranno con dedizione.

Buone vacanze e buon riposo del corpo e dello spirito!

padre Maurizio Annoni

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Luglio 2014